Mettendosi in dialogo con il fariseo Nicodemo, che è affascinato dal suo insegnamento e dai suoi segni, Gesù lo introduce nel mistero di Dio come Padre. Nicodemo ancora non può capire, perché ha bisogno dello Spirito Santo, che permette di entrare nella verità delle parole di Gesù. E tuttavia quelle parole rimarranno nel suo cuore, come nel cuore dei discepoli, per poter essere meglio comprese in futuro.

Qual è il cuore del messaggio di Gesù a Nicodemo e a ciascuno di noi? Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio unigenito: il mondo, con i suoi conflitti, le sue ambizioni di potere, le sue guerre è amato da Dio. Ci sembra incredibile affermare che proprio noi uomini, che da quando abitiamo la faccia della terra, viviamo nelle guerre e in un equilibrio fatto di paura e di egoismo, così come siamo, siamo amati da Dio. Eppure questo è il messaggio di Gesù. Dio si rivela come Padre proprio nel momento in cui non abbandona i propri figli, ma è in grado di abbracciarli e rialzarli con la forza del suo amore.
Qual è il segno di questo amore? Non ci è dato altro segno, se non quello del Figlio, di Gesù di Nazareth, della sua amicizia ed umanità, il suo condividere con noi le gioie e i dolori, il suo dare la vita per i propri amici. Come sarebbe bello se le nostre parrocchie diventassero di più scuole per scoprire l’amicizia di Gesù. E come la si scopre?
Ci sono almeno tre ambiti. Il primo è l’intimità del proprio cuore. Lì dove risuona quella voce amica, consolante, pacificante, in tutti i momenti in cui desideriamo il contatto con Lui. La sua amicizia è caratterizzata da uno sguardo di amore, di stima, di incoraggiamento, talmente profondo da definire la nostra identità personale, da farci capire chi siamo in profondità e a cosa siamo chiamati. Tutto le volte che ci mettiamo in preghiera, magari utilizzando anche qualche icona, o immagine di Gesù, o anche davanti al crocifisso, entriamo per approfondire la sapienza che nasce dalla scuola di questa amicizia. Tutte le volte che apriamo la Bibbia e leggiamo in profondità la Parola, facendola risuonare nel nostro cuore, cresce la nostra conoscenza del Suo cuore.
Il secondo ambito è la comunità, che si raduna ogni domenica, nell’ascolto della Parola e nell’Eucarestia. Ogni domenica viviamo in profondità un rito che porta frutto nella nostra vita: non sappiamo bene come, ma lo constatiamo profondamente. È una preghiera di lode e di supplica, sono gesti, che costruiscono in noi e attraverso di noi una comunione fatta di ascolto e di amicizia. Le tensioni si rilasciano, il cuore si addolcisce, i volti e la pelle risplendono, le mani si toccano nel segno della pace, la bocca si apre al canto. Ai tempi di Paolo, poi, i discepoli di Gesù si scambiavano baci come segni di amore e di pace tra loro. Paolo lo chiama il “bacio santo”. In effetti, proprio il bacio è segno di un’unione dell’una e dell’altra persona nell’amore che li connette: nella sua semplicità e umiltà è metafora carnale della Trinità stessa, di un Dio che è fatto di Persone che si amano. E allora tutta la liturgia domenicale dovrebbe essere un emozionante “bacio santo”, un luogo in cui sperimentare l’amicizia di Gesù che ci unisce al Padre e tra di noi. Proprio questo bacio rappacifica e ripara i cuori delle fratture e dalle divisioni tra fratelli.
Infine il terzo ambito in cui scoprire l’amicizia di Gesù sono le relazioni sociali. Qui Gesù ci invia ad essere testimoni del suo amore che si spinge fino all’estremo, fino a diventare ferita che apre al cuore dell’amore. Si moltiplicano nelle scuole notizie di adolescenti che usano violenza tra di loro e spesso anche verso i professori. Non riescono a sopportare la frustrazione di un brutto voto o della compagna che li ha lasciati. Rispecchiano l’immagine di un mondo adulto in cui la violenza, specie nel linguaggio di chi conta, sembra essere ormai sdoganata. Il cuore di Gesù aperto sulla violenza del mondo ci invita a sperare in una forza alternativa, sempre presente e operante, capace di illuminare anche le zone più buie e anguste del cuore umano. Con questa fiducia, scopriremo la potenza di un cuore che ripara, che crea “amicizia sociale”, e semina germogli di futuro in un mondo pieno di conflitti.
