Lettura popolare XI TO Anno C (Lc 7,36-8,3)

 

 Lettura popolare XI TO Anno C

Lc 7,36-8,3

La peccatrice perdonata

 

Il messaggio nel contesto

 

IMPORTANTE: questa breve contestualizzazione e spiegazione del brano evangelico serve da preparazione remota per l’accompagnatore, prima dell’incontro. Si tratta di mettersi in preghiera personalmente, leggere il brano evangelico e poi approfondirlo con attenzione. Le considerazioni svolte sotto non sono da “ripetere” ai partecipanti, ma da tenere presente durante l’incontro.

 

 

La liturgia unisce l’episodio della donna peccatrice in casa del fariseo Simone (7,36-50) con un breve sommario sulle donne che seguivano Gesù come discepole (8,1-3). La donna peccatrice, divenuta credente, è simbolo della Chiesa stessa, sposa di Cristo, la cui femminilità si manifesta chiaramente per la presenza di tante donne come discepole.

Questo sfondo sponsale emerge dai gesti della donna peccatrice. Sono tutti gesti d’amore: lavare i piedi, per giunta con le lacrime, baciarli e cospargerli di profumo. Nell’AT l’espressione “lavare i piedi” è un eufemismo per indicare l’atto sessuale (cf. 2 Sam 11,8), il profumo che si espande è caratteristica dello sposo del Cantico dei cantici (Ct 1,3), il bacio è la manifestazione dell’amore tra uomo e donna (Ct 1,2). Al fariseo Simone non sfugge il significato di questi gesti, scandaloso in quanto questa donna era una peccatrice di quella città e pertanto comincia a dubitare della qualità profetica di Gesù. Ma Gesù mostra di essere un profeta non solo perché sa benissimo chi è questa donna, ma ancor più perché conosce i pensieri di Simone e a lui si rivolge con un’accusa in forma di parabola, come fanno i profeti nell’AT (2 Sam 12,1-4). Attraverso la parabola il profeta porta l’interlocutore ad un giudizio che poi viene rovesciato su di lui. Secondo la parabola la donna è colei che ama di più perché le è stato condonato di più, mentre Simone ama poco perché gli viene perdonato poco.   Tuttavia Gesù si esprime in modo apparentemente contraddittorio, dicendo: “Le sono perdonati i suoi peccati perché ha molto amato” (v. 47). È l’amore della donna a causare il perdono dei peccati o il perdono dei peccati motiva l’amore della donna?

La donna fa parte di quel popolo peccatore che ha riconosciuto la giustizia di Dio con la penitenza chiesta da Giovanni (cf. 7,29). L’iniziativa è di Dio che perdona il peccato (il perdono di Dio viene prima ed è gratuito!), ma al peccatore spetta rendere attivo questo perdono con gesti di conversione. Proprio i gesti d’amore della donna verso Gesù rappresentano la conversione del peccatore nel tempo del Messia/sposo Gesù e questo amore rende attivo e realmente operante il perdono di Dio.

E il fariseo Simone? Non sappiamo come risponderà all’accusa di Gesù, perché Luca vuole che ci identifichiamo con lui. La sua risposta sarà la nostra risposta all’appello profetico di Gesù.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come realizzare concretamente l’incontro?

 

 

Collocazione spaziale: è bene curare particolarmente la collocazione spaziale dei partecipanti all’incontro. È opportuno scegliere configurazioni geometriche che favoriscano la percezione dei partecipanti di trovarsi coinvolti allo stesso livello e senza distinzioni gerarchiche con gli accompagnatori (meglio un cerchio di sedie che un tavolo “da relatore” con le file di sedie davanti)

 

durata: 1h (tutte le indicazioni temporali sono puramente indicative dei rapporti che dovrebbero stabilirsi tra le fasi dell’incontro, ma non sono da prendere alla lettera)

 

  1. Ricordiamo la vita.  (15 minuti)

Come vivo il perdono di Dio

 

 

Questa domanda ha l’obiettivo di coinvolgere i partecipanti al gruppo di preghiera a partire dalla loro vita. Deve essere posta in modo molto informale e quasi naturale, come se l’incontro non fosse ancora iniziato realmente. L’accompagnatore sa invece che con questa domanda i partecipanti iniziano a condividere le loro esperienze dentro al contesto interpretativo del racconto evangelico. La domanda contribuisce a mettere il partecipante nella posizione dei servi della parabola.

 

  1. Leggere con attenzione il brano del Vangelo (almeno due volte) e soffermarsi su una parola che colpisce:  Lc 7,38-8,3 (10 minuti)

 

La lettura può essere condivisa, un versetto a testa, perchè il tesoro della parola sia concretamente partecipato da tutti, allo stesso livello. Poi si danno cinque minuti per scegliere una parola che colpisce l’attenzione e la curiosità di ciascuna persona e per condividerla, uno dopo l’altro.

 

 

 

  1. Iniziare un dialogo un pò più approfondito a partire dalla lettura (30 min)

Partendo dalla condivisione della parola si può invitare qualcuno, che sembra un pò più estroverso e a suo agio nel gruppo, ad esplicitare il “perchè” ha scelto quella parola. A questo punto si aiutano anche gli altri, ponendo delle domande, a condividere le loro impressioni e valutazioni.

Alcune domande possono essere poste, senza pretendere di seguire un ordine logico preciso, ma seguendo le intuzioni condivise dai partecipanti.

Può essere utile partire da domande riguardanti luoghi, personaggi, verbi. Si tratta non solo di aiutarli a comprendere il testo, ma anche a condividere la loro vita, identificandosi nei personaggi.

Ecco uno schema possibile di domande:

 

 Qual è il contesto geografico e narrativo del racconto evangelico?

Gesù si presenta nei versetti precedenti come il messia che compie il disegno di Dio preparata da Giovanni il Battista con la sua predicazione penitenziale e il suo battesimo. Se da una parte tutto il popolo, peccatore, ha ricevuto il battesimo ed è entrato nella salvezza messianica, dall’altra i capi e i farisei, non accogliendo Giovanni e il suo battesimo perché si credevano giusti, hanno annullato il disegno di Dio su di loro.

Gesù ora è in casa di un fariseo di nome Simone, che è il vero destinatario dell’azione e delle parole di Gesù. Come i farisei anch’io mi ritengo sostanzialmente giusto?

 

 

  • Chi sono i personaggi, cosa fanno e cosa dicono?

I personaggi sono tre: Gesù, il fariseo Simone e la donna.

-La donna piange, bagna i piedi di lacrime, li asciuga coi capelli, li bacia e li cosparge di profumo. Sono gesti di amore e insieme di conversione profonda. Quali sono i miei gesti d’amore e di pentimento nei confronti di Gesù?

 –Il fariseo Simone giudica Gesù nel suo cuore, perché si lascia toccare da una peccatrice. Se costui fosse un profetaCorro anch’io il rischio di giudicare le persone esteriormente?

-Gesù pronuncia la parabola dei due debitori. In quale dei due debitori preferisco collocarmi?

-Secondo Gesù alla donna “sono perdonati i suoi peccati perché ha molto amato”. La coscienza del mia peccato mi porta allo scoraggiamento oppure a rinnovare ogni giorno la mia relazione d’amore con Dio?

-A chi si perdona poco, ama poco. Vivo con superficialità e formalità il sacramento della confessione?

  • Quale rivelazione è contenuta qui?

Gesù è il profeta-messia che compie la rivelazione dell’amore e del perdono di Dio a tutta l’umanità. La donna è figura della Chiesa, che è peccatrice e al contempo resa santa dal perdono di Dio. Cosa significa per me essere parte di un popolo santo e peccatore?

 

  1. Condivisione della vita nella preghiera (5/10 min). L’ultimo passo, dopo la condivisione della vita, è invitare ad una breve preghiera, magari formulata inizialmente dall’accompagnatore. Qualche minuto di silenzio può autare a far risuonare la vita e la Parola condivise e raccogliere alcuni elementi che possono essere stimoli per una preghiera. Il partecipante che non intende pregare sentirà comunque che la propria condivisione è stata ascoltata e che la sua vita è stata messa davanti a Dio nella preghiera di altre persone.

 

 

 

 

 

Pubblicato da bibbiainrete

prete cattolico particolarmente impegnato nello studio e divulgazione della bibbia e nell'animazione biblica della pastorale

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