I magi hanno percorso migliaia di chilometri per arrivare dal messia, seguendo la loro stella. La loro strada, un faticoso saliscendi dalle pianure irachene alle alte montagne libanesi, assomiglia un po’ ai giri tortuosi del nostro cuore, che attraversando le regioni della gioia e della tristezza, fatica spesso a ritrovare l’orientamento della stella.
Sapienza umana come dono di Dio: davvero l’unica ancora di salvezza per ogni uomo, in una vita che corre spesso il pericolo di disperdersi, è ritrovare l’orientamento sapiente guardando il cielo, manifestazione della sapienza di Dio. Ci sarà pure, tra tutte le stelle che brillano lassù e che si muovono ruotando rapidamente nel corso delle ore notturne, una stella, magari a prima vista non la più luminosa, ma che rimane ferma?
Non è la luminosità, che anzi potrebbe trarre in inganno, ma la permanenza e la stabilità della stella polare a garantire l’orientamento del sapiente nel suo viaggio notturno.
Non sono le passioni che vanno e che vengono a dare orientamento alla vita di ogni uomo, ma gli ideali forti e grandi, alimentati al fuoco di un amore che non si spegne, fiamma che si autoalimenta, come una stella che abbia infinite riserve di idrogeno. Non le alternanze tumultuose del sentimento, ma la soave certezza di una volontà di Dio, ricercata nella profondità delicata degli affetti quotidiani, è la stella polare dell’uomo sapiente, che desidera la felicità.
La cura dell’amicizia, quella vera e profonda, quella fidata, che dura tutta la vita, è un’ideale forte, che nutre la nostra umanità e ci fa comprendere la spinta di generosità e fiducia che c’è in ogni uomo, senza eccezioni.
La curiosità e la passione per il lavoro, qualunque esso sia, costruisce stima e alimenta la fiducia, la collaborazione e il desiderio di spendersi per un’impresa comune. Non sempre si può pretendere di avere il lavoro per il quale ci sentiamo chiamati, anzi in tempi come questi dobbiamo ringraziare di poter avere un lavoro. Eppure qualsiasi lavoro può offrire la possibilità di farlo con passione, con amore, mettendoci dentro tutto noi stessi, senza limitarsi all’adempimento formale delle proprie mansioni. Un sorriso, uno scambio di battute umano, la ricerca di relazioni vere, la sincera disposizione a mettersi a servizio degli altri, possono essere esercitate in ogni lavoro e sono il modo concreto con cui noi siamo chiamati a servire l’uomo. Anche Solcenizy in Arcipelago Gulag racconta di aver dovuto costruire un muro inutile, costretto dai suoi carcerieri. Lui ha scelto di farlo non semplicemente per obbedienza, ma di farlo bene, perché ogni lavoro fatto bene è una dimostrazioni di umanità che vince l’odio e la stupidità.
Infine l’Amore non è il puro sentimento che oscilla. Alcune persone, non conoscendolo, non credono che esista. E invece esiste: è quel profondo sentire che spinge a scommettere la vita, anche se non sai cosa accadrà. È quella spinta segreta, debole e forte allo stesso tempo, che accetta la delusione, la sconfitta e la fatica, perché sa che l’altro è più importante delle mie aspettative su di lui o lei. Al termine del nostro percorso di sapienza, insieme con i magi, attraversata la tentazione del potere e del dominio sull’altro, che Erode rappresenta, ritroveremo la stella proprio li sopra la casa dove abita la Famiglia con il Bambino. La stella dell’Amore che sta dietro tutti i nostri amori, la stella dell’Umanità che soggiace ad ogni nostra legittima aspirazione, la stella dell’Amicizia, su cui si fonda ogni relazione affettuosa e profonda tra gli uomini. La stella polare è l’Amicizia tra Dio e l’uomo, sigillata in una carne d’uomo, in nome di un Amore più grande di tutti. La gioia dei Magi sarà allora la nostra gioia, quando potremo riconoscere che l’orientamento profondo della nostra vita, quello che alimenta tutto ciò che di buono e bello possiamo vivere, trova li il suo compimento, in questo amore di Dio rivelato in Gesù, colui che l’oro mostra come Dio e la mirra come uomo destinato a soffrire con noi e per noi. Sarà allora l’incenso della nostra offerta a completare la lista dei regali per questa così singolare Famiglia.
