Maria è una donna feconda, non solo perché ha concepito un figlio nel suo grembo, ma anche perché questa parola di Dio si compie in lei passando attraverso il suo cuore di madre che ascolta, custodisce e medita. Ella ha ascoltato le parole dell’angelo e vi ha aderito con tutta se stessa, in piena obbedienza. Ella ha ascoltato le parole dei pastori e le ha custodite nella sua memoria con grande attenzione. Ella ha meditato, unendo tutte queste parole le une con le altre e leggendole alla luce della sua esperienza di madre, per comprendere sempre meglio la volontà di Dio nella sua vita e realizzarla.
Il percorso che Maria compie è quello di un parto, non solo fisico, ma anche spirituale, secondo la parola di Gesù, che afferma: “beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica”. Si tratta di un ascolto attivo di Dio, che mette in circolo esperienza, intelligenza per comprendere ciò che accade, riflessione per giudicare, e volontà per prendere le decisioni necessarie e alimentare nuove esperienze. Le esperienze interiori di rivelazione, caratterizzate da consolazione e gioia, unite agli avvenimenti esterni, riletti con intelligenza spirituale, consentono a Maria di giudicare ed attuare sempre meglio la volontà di Dio, diventando, sempre più spiritualmente feconda, come modello per il cammino di ogni credente.
La sua maternità fisica, unica fra tutte le donne, è il simbolo di una maternità spirituale che la accomuna ad ogni discepolo e particolarmente ad ogni donna, discepola di Gesù. In lei infatti la femminilità si compie, con quelle caratteristiche, come la capacità di accogliere e custodire, che segnano inequivocabilmente il ruolo particolare che la donna ha nella storia della salvezza. Se l’uomo vuole penetrare la realtà per trasformarla e costruirla a partire dai suoi progetti, la donna invece accoglie qualcosa che proviene da fuori di lei e lo custodisce. Custodire significa non solo proteggere, ma anche alimentare, far crescere, contribuire allo sviluppo di qualcosa che non proviene da se stessi, ma al quale si prestano carne e sangue perché esso possa fortificarsi e realizzarsi.
La donna infatti è per eccellenza espressione del dono di se e apertura all’altro da cui dipende. Nascosto eppure presente nella lunga evoluzione biologica il dono di se ha sempre più caratterizzato il genere femminile. Basti pensare alla gestazione, in cui il corpo della donna, aprendosi a ciò che è altro da se fa del suo proprio corpo una protezione calda e ospitale per un altro corpo. O all’allattamento, in cui la donna fa dono del suo proprio corpo perché l’altro possa nutrirsi e crescere.
Queste caratteristiche della femminilità sono essenziali, da un punto di vista culturale, per il mondo e soprattutto per la Chiesa. In un contesto ancora fondamentalmente maschile, in cui la tecnica e la progettualità influenzano profondamente la nostra identità, anche ecclesiale, abbiamo bisogno del femminile per essere capaci di accogliere l’altro, in un mondo diventato improvvisamente complesso e ricco di diversità che convivono in spazi ristretti. Abbiamo bisogno del femminile per essere più consapevoli della nostra dipendenza dalla natura e in ultima analisi da Dio, in un mondo che naufraga nei suoi sogni di una ipertecnologica trasformazione dell’essere umano. Abbiamo bisogno del femminile per creare spazi di custodia dell’umano, in cui crescano le relazioni strette della reciproca conoscenza e della familiarità profonda, a partire dai condomini e dalle aree autoorganizzate fino ai mondi alti della politica e del potere. Abbiamo bisogno del femminile nella Chiesa, perché essa passi da schemi rigidi e deduttivi per interpretare una realtà spesso magmatica, ad una sensibilità più duttile e capace di incontrare l’altro e di comprenderlo nei suoi sentimenti, contesti vitali e condizioni “irregolari”. Abbiamo bisogno del femminile, perché la Chiesa sia più Chiesa, ella che è la sposa di Cristo e la mamma di tutti noi credenti.
Abbiamo bisogno di riconoscere in Maria la madre di noi tutti e implorare da lei tutte le risorse del carisma femminile per una nuova evangelizzazione del mondo contemporaneo.
