LECTIO DIVINA IXXX TO ANNO B Mc 10, 35 – 45 “Dalla servitù del potere al servizio dell’amore”

 

Dopo il terzo annuncio della passione, che Gesù sceglie di fare quando sta salendo a Gerusalemme con i discepoli ( cfr. Mc 10, 32 – 34 ), Marco presenta i due discepoli Giacomo e Giovanni, che erano stati scelti personalmente da Gesù nel gruppo dei dodici ( cfr. 3, 13 – 17 ) e inviati in missione (cfr. 6, 7 – 13), mentre si avvicinano a Gesù per fargli una domanda. Essi chiedono di poter sedere uno alla destra e uno alla sinistra nella gloria di Gesù, quando egli sarà risorto. L’espressione sedere alla destra e alla sinistra   proviene dal linguaggio militare ( cfr. 2 Sam 16, 6 ) o rituale (cfr. Sal 110. 2; Cr 3, 17) ed è motivata dal loro avvicinamento a Gerusalemme e dall’annuncio precedente di Gesù. Essi bypassano completamente il riferimento alla passione e alle sofferenze del messia, per arrivare direttamente a ciò che gli interessa, condividere la gloria, il prestigio, l’onore del messia.

Gesù risponde con una domanda, richiamando proprio l’importanza di ciò che essi hanno sorvolato, attraverso i simboli del  calice da bere e del battesimo da ricevere. Il calice (Sal 75, 9) indica il destino di sofferenza dei peccatori, e in Mc 14, 23. 36 ( ultima cena e Getsemani) indica le sofferenze del figlio dell’uomo. Il battesimo, invece, indica la morte stessa del messia.

Essi rispondono positivamente, si sentono pronti a dare la vita, avendo della morte un’idea alta e gloriosa, l’idea di chi va al martirio combattendo e morendo in battaglia, per poi avere una parte assicurata nella gloria eterna del paradiso. Ma Gesù si distacca da questa visione: partecipare al battesimo di Gesù, ossia alla sua morte, non può essere il frutto di una volontà umana esaltata e la gloria che ne segue è solo dono di Dio ( “per coloro a cui è stata preparata”, sottinteso da Dio ).

Al posto dell’esaltazione del martire, la morte umile e ingloriosa del messia suggerisce piuttosto la condizione dello schiavo, o del servo che si mette umilmente al servizio degli altri. Il potere cristiano non è la gloria di chi esalta se stesso, anche come vittima ( di vittimismi ne abbiamo fin troppi in questo mondo…), ma l’umile nascondimento di chi serve (diakonia) come la mamma in famiglia, senza pretendere nulla in cambio, ma solo per amore. Con questo amore il messia Gesù ha dato la sua vita in riscatto per molti. Il termine indica il prezzo di riscatto di uno schiavo da liberare (cfr. Num 3, 48): con la sua vita Gesù ha pagato per noi, liberandoci dalla schiavitù del potere e dell’onore del mondo.

 

 

 

 

Suggerimenti per la preghiera

1. Mi dispongo davanti a Dio in preghiera. Sto in ginocchio o seduto, per entrare in colloquio con il Signore, o meditare su ciò che leggo, a seconda di ciò che voglio.

2. Leggo con attenzione il brano di Vangelo.

3. Chiedo al Signore di poterlo conoscere interiormente come maestro divino, per amarlo e seguirlo sempre più.

4. Vedo le persone che agiscono, osservo come si comportano e si relazionano. Rifletto sulla radicale incomprensione dei discepoli, che cercano la propria gloria nel momento stesso in cui il maestro annuncia loro la sua passione a Gerusalemme. Anch’io sento nel mio cuore che ciò che cerco è una buona considerazione degli altri su di me.

5. Medito su cosa dicono i personaggi. Il battesimo da ricevere è la morte del messia. Come vivo il mio essere cristiano e predicare la morte e resurrezione di gesù? Sono affezionato al  poterlo servire nella comunità,  avendo un ruolo e una posizione di “prestigio”?

6. Contempo la bellezza di stare in intimità con Gesù nella sua famiglia, la chiesa, in uno stile di umile e nascosto servizio. Entro in colloquio con Gesù.

7. Concludo con un Padre Nostro.

 

 

 

Pubblicato da bibbiainrete

prete cattolico particolarmente impegnato nello studio e divulgazione della bibbia e nell'animazione biblica della pastorale

2 pensieri riguardo “LECTIO DIVINA IXXX TO ANNO B Mc 10, 35 – 45 “Dalla servitù del potere al servizio dell’amore”

  1. Buongiorno professore, rimettersi in gioco sul serio a quasi cinquant’anni difronte all’amore per Dio e le Sacre Scritture e al forte desiderio di comprenderle mi era parsa una buona motivazione…..ma, leggendo, rileggendo e ruminando i brani che abbiamo ricevuto come compito a casa ho compreso pienamente quanto poco o nulla conosco di codesti testi, ho chiesto spesso aiuto al Signore per poter accendere una luce dove la conoscenza non mi illuminava.Ho chiesto aiuto ad una cara amica ed insieme ci abbiamo provato, tuttavia non nascondo che ora che son qui ho difficoltà a discernere. Ci provo.Isaia C41-8,24Argomento principale è la liberazione dalla schiavitù del popolo eletto (Israele),liberazione dalla schiavitù del peccato operata da Gesù Cristo che porterà la SALVEZZA ETERNA. 2 cronache C20,7Argomento principale è la storia passata di fedeltà e infedeltà del popolo e dei re al loro Dio, mirano a dare al popolo eletto una regola di vita che dovrà servire per il loro futuro: quando arriverà la liberazione, quindi la SALVEZZA DALLA SCHIAVITU’ DEL PECCATOSalmo 110,4Richiamo alla profezia di Natan e la risposta di Davide circa la promessa fatta dal Signore a Davide come gia’ ad Abramo. Oltre alla dignità regale, il Signore conferisce al sovrano anche la facoltà di svolgere determinate funzioni sacerdotali, esattamente come Melkhisedek, re e sacerdote insieme. Versetto applicato a Cristo sacerdote perfetto. Il sacerdozio del MESSIA CHE SALVA.Luca C 3,8Si vuole mettere in evidenza la tentazione del successo immediato, del dominio del prestigio (..abbiamo Abramo come padre! ).La vittoria di Cristo sulle forze del male.Tema principale:SALVEZZA significa vivere con Gesù e accettare umilmente e risolutamente questa lottaGiovanni C8- 33,39Gesù non prende alla leggera la parola libertà: conosce quanto l’uomo può essere schiavo della menzogna, al male e alla morte e la sua opera è quella di LIBERARLO, di metterlo sulla via di una pienezza che porta fino all’unione con Dio.NESSUNO possiede questa libertà per privilegio naturale nemmeno chi appartieneal popolo eletto di Abramo. mentre tutti cercano di ucciderlo Gesù afferma di essere superiore ad Abramo stesso, rivendica a se stesso il titolo di Dio, liberatore degli uomini: .Argomento principale: la luce trionfa sulle tenebre, è la luce di Cristo che ci salva.Romani C 4- 1,25Abramo ebbe fede operando contro ogni speranza, non vacillò nella fede e a noi che crediamo in colui che è risuscitato dai morti, Gesù nostro Signor, il quale è stato messo a morte per i nostri peccati, verrà concesso lo stesso privilegio saremo cioè resuscitati ( in vista della nostra ) SALVEZZA ETERNA. COSA C’ E’ CHE METTE IN RELAZIONE QUESTI TESTI ?Chi ha incontrato l’amore di Dio sa che esso coinvolge tutta la nostra esistenza. Non ci si può dunque accontentare di qualche rito, gesto glorioso o della DISCENDENZA con ABRAMO. L’impegno verso Dio investe ogni aspetto della vita. Il cristiano lo deve dire con molta chiarezza e forza. Per lui tutta la vita deve diventare come una liturgia animata dallo Spirito del Cristo, che trasforma tutta la sua vita. In forza di cio dipende la nostra SALVEZZA. _DISCENDENZA CON ABRAMO_SALVEZZA o LIBERAZIONE dal PECCATO

    un caro saluto, katia.

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