L’ amore nonviolento (IV Quaresima Anno B)

La guerra, in Ucraina e nella striscia di Gaza, continua e minaccia di espandersi nella regione e nel mondo. Non sappiamo quando questa stagione di tensioni politiche e militari finirà, ma abbiamo bisogno di capire perché tutto questo stia succedendo e come farvi fronte.

Mi sembra che il vangelo di oggi mostri bene l’origine di quello che stiamo vivendo. Gli uomini, dice Gesù, non vogliono che le loro opere, che sono malvagie, vengano messe alla luce e rimproverate. È una scelta dell’uomo quella di espellere il male da sé, di non riconoscere e di proiettarlo sugli altri, coprendolo di giustificazioni razionali. Così si entra in un vicolo cieco di contrapposizioni violente, da cui è impossibile uscire umanamente e che è governato esclusivamente dalla logica del più forte, una logica di breve periodo e destinata comunque e sempre al fallimento. Anche la religione è spesso utilizzata a questo fine, per cementificare un’identità in contrapposizione ad altri, per veicolare tutte le energie umane, anche quelle più sacre, a fini politici e ideologici.

Dov’è Dio in tutto questo? Lui non si lascia intrappolare da questi schemi binari. Gesù offre invece una parola piuttosto misteriosa, che ci è chiesto di decodificare: “Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna”. Gesù fa riferimento qui, in modo anticipato, alla sua morte in croce, che viene interpretata non come destino tragico e inaspettato, ma proprio come un disegno di Dio che innalza Gesù, perché egli possa attirare ogni uomo a sé. Con Gesù Dio risponde alla violenza e alla guerra non in modo razionale e astratto, ma assumendo e portando su di sé le conseguenze del male, conseguenze di morte, per trasformarle da dentro nel dono della vita di Dio, una vita per sempre. Se il serpente è il simbolo di un male che porta alla morte, Gesù si fa serpente per trasformarlo in un dono di vita, per vaccinare l’uomo fin dall’inizio dal virus del male e disattivare le sue ultime conseguenze. E come lo può fare? “Perché Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio unigenito, perché chi crede in lui non muoia ma abbia la vita eterna.” Si tratta di un amore trasformativo, che immette nella divisione del peccato, la potenza della relazione e della comunione tra il Padre e il Figlio. Solo un amore più grande può vincere la logica della violenza, della morte e della guerra.

Gesù è l’unico che può comprendere tutta la ferita prodotta dal male nel mondo e rivelare il volto di un Padre che non solo non punisce, ma offre una strada d’amore, di vita, di grazia, purché la si accolga nel proprio cuore. Siamo così invitati ad uscire dalla logica del più forte, per entrare in un’altra logica, ben più forte e radicale, quella di non rifiutare le nostre debolezze e le nostre mancanze, per accogliere l’amore più grande. Questo progetto di Dio non è solo individuale, ma anche sociale: vuole diventare un’azione di trasformazione nonviolenta delle relazioni. Chi crede più alla nonviolenza in un mondo di contrapposizioni belliche? Eppure sarà l’unica vera strada di conversione profonda e di pieno sviluppo dell’umanità. L’unica vera strada per soddisfare il nostro bisogno di sicurezza, senza che diventi un’ossessione belligerante.

Questa strada, personale e sociale, richiede almeno due condizioni:

  1. Non lasciare che i tuoi bisogni di sicurezza siano strumentalizzati dalle ideologie di guerra. Pensare alle armi solo come extrema ratio e in una prospettiva di legittima e proporzionata difesa.
  2. Credere fino in fondo nel dialogo, come unica strada per la pace. In particolare è per noi importante il dialogo tra le tre grande religioni monoteiste, ebraismo, cristianesimo e islam.

Possiamo provare, nel nostro piccolo, a conoscere l’altro, che è così vicino a noi, la sua cultura e la sua fede. Se lo facciamo senza paura, con autenticità, scopriremo di poter diventare più pienamente noi stessi.  Facciamolo quando andiamo a fare la spesa, con i genitori dei compagni di classe dei nostri figli, con i nostri vicini di casa e colleghi di lavoro. Facciamolo con il desiderio dell’ascolto e della condivisione e getteremo un raggio di luce, dentro alle tenebre dell’ignoranza di questo mondo.

Pubblicato da bibbiainrete

prete cattolico particolarmente impegnato nello studio e divulgazione della bibbia e nell'animazione biblica della pastorale

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