Pregare con il vangelo della domenica Gv 1,29-42 (II TO A-B)

Abitare con Gesù

Il messaggio nel contesto

Giovanni il Battista proclama Gesù l’Agnello di Dio davanti ad interlocutori non precisati. Egli sta parlando a tutti, perché la sua testimonianza è universale (cf. 1,7). Gesù è presentato nell’atto di venire – perché egli è il Signore che viene (cf. Is 40,10) – verso Giovanni che rappresenta tutta l’attesa del popolo di Israele di un messia che avrebbe tolto i peccati del mondo (Zc 13,2), ossia non solo i peccati individuali, ma il dominio del peccato sul mondo.  Gesù è dunque l’Agnello che evoca i sacrifici di cui Israele non avrà più bisogno perché Egli toglie definitivamente ogni peccato. Giovanni vede in Gesù Colui che era vissuto prima di lui (v. 30), come Elia o il Profeta che doveva ritornare sulla terra a preparare gli ultimi tempi. Più radicalmente, come aveva già sottolineato il prologo, Gesù precede Giovanni perché è il Verbo di Dio, in cui era la vita e la luce (cf. 1,15). La testimonianza di Giovanni si sviluppa nei vv. 32-34, dove egli allude implicitamente al battesimo ricevuto da Gesù, per sottolineare la discesa dello Spirito. A differenza dei Vangeli sinottici (cf. Mt 3,13-17 par.) qui lo Spirito non solo discende su Gesù, ma anche rimane su di lui, perché egli sarà colui che battezza nello Spirito Santo, trasformando l’uomo in modo definitivo, col perdono dei peccati (cf. 3,5;7,37-39;20, 22-23). Se lo Spirito rimane in lui, ciò significa che egli “rimane” nel Padre, e, attraverso lo Spirito donato sulla croce, egli stesso rimane nei suoi discepoli e i suoi discepoli in lui (cf. Gv 15,4-5)

Se nei Sinottici (cf. Mt 3,17 par.) è una voce divina a proclamare Gesù come Figlio di Dio, qui è Giovanni il Battista a testimoniarlo, grazie alla sua capacità di “vedere” lo Spirito. Egli porta così a compimento tutta l’attesa ebraica di un messia, Figlio di Jhwh (cf. Sal 2,7), in grado di instaurare definitivamente il Regno di Dio.

La presentazione di Giovanni si ripete al v. 35 una seconda volta davanti ai discepoli, che iniziano a seguire Gesù. Nel QV sono i discepoli a seguire Gesù e non lui a chiamarli. Egli anzi chiede loro “cosa cercate?”, per aiutarli a chiarire il loro desiderio. La loro domanda è simbolicamente interpretabile: “Rabbì, dove dimori?”. Non si tratta semplicemente di stare a casa di Gesù ma di imparare a dimorare dove lui sta, ossia nella dimora del Padre suo (cf. 2,16).

Uno dei due discepoli, Andrea, incontra suo fratello Pietro e lo conduce da Gesù.

C’è un gioco di sguardi che si sviluppa in questo racconto: Giovanni il Battista fissa lo sguardo su Gesù e lo definisce come Agnello di Dio. Gesù vede i due che lo seguono e chiede “cosa cercate?”. Gesù vede Pietro e gli conferisce un nome nuovo: “Pietro”. Lo sguardo di Gesù è in grado di andare più in profondità, di penetrare la vera identità della persona e di riconoscerla. Così Gesù fa anche con ciascuno di noi, fissando il suo sguardo sulla verità più profonda della nostra persona.

  • Qual è il contesto spazio-temporale del racconto

Ci troviamo nel luogo dove Giovanni battezza, a Betania, al di là del giordano. L’incontro con Gesù avviene il giorno dopo l’interrogazione dei sacerdoti e leviti e la testimonianza di Giovanni. Siamo al culmine del percorso di preparazione della venuta di Gesù.

  • Chi sono i personaggi e cosa fanno

Giovanni il battista vede Gesù, vede lo spirito scendere e rimanere e fissa lo sguardo su di lui. Giovanni è un uomo che vede, al di là del banale e del superficiale. Mi posso chiedere come anch’io educo il mio sguardo sulla realtà, se alla luce della fede o meno. Giovanni testimonia:egli non tace ciò che vede, ma lo dona agli altri. Come vivo il dono della fede, se è qualcosa da custodire solo nella propria coscienza o in grado di essere condiviso. Gesù passa e osserva: come colgo il tempo opportuno del suo passaggio nella mia vita? Come sono osservato da lui? I discepoli seguono Gesù e vedono dove abita. Quale familiarità con il Signore Gesù?

  • Cosa dicono i personaggi

Giovanni il Battista esclama che Gesù è l’agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo. Di fronte a tale annuncio di speranza, come mi pongo? Lo Spirito Santo scende e rimane su di lui. Gesù mi dona lo Spirito Santo. Cos’è per me la “vita spirituale”?Venite e vedrete. Faccio esperienza di stare con Lui?

  • Quale rivelazione?

Gesù è il messia che dona lo Spirito Santo, compiendo tutti i disegni di salvezza manifestati ad Israele.

Passi per la preghiera personale

  • Leggo il brano del Vangelo, almeno due volte, con attenzione, per farlo entrare nella mia memoria
  • Entro nel contesto del racconto, nel suo spazio e tempo particolari: Gesù è con Giovanni il Battista, vicino al fiume Giordano dove Giovanni sta battezzando
  • Chiedo una grazia, ad esempio quella di conoscere il Nome che egli mi dona, e come mi guarda
  • Vedo ciò che i personaggi fanno e ne ricavo un frutto
  • Ascolto ciò che i personaggi dicono e ne ricavo un frutto
  • Dialogo con Gesù e con il Padre, lasciandomi trasportare, nel chiedere, nel ringraziare, nel lodare, nel contemplare, a seconda di ciò che sento.
  • Concludo la preghiera con un Padre Nostro

Pubblicato da bibbiainrete

prete cattolico particolarmente impegnato nello studio e divulgazione della bibbia e nell'animazione biblica della pastorale

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