Fare la volontà di Dio? (Battesimo di Gesù)

Un tempo di si diceva: dobbiamo fare la volontà di Dio.

E lo si diceva spesso con un misto di rassegnazione e senso del dovere, come se la volontà di Dio calasse da sopra di noi come un peso da portare o come una scure che taglia da accogliere.

Ci si percepiva come servi, un po’ schiacciati da una morale esterna, fatta di precetti e indicazioni vincolanti, pena la nostra separazione da Dio.

Quando però è arrivato Gesù, ci ha mostrato un modo completamente diverso di “fare la volontà di Dio” e di “essere servi”.

Gesù non ha mai percepito le indicazioni che gli venivano dal Padre suo, come qualcosa da portare con rassegnazione. Soprattutto lui non ha mai sentito la Parola del Padre, come qualcosa di esterno, che veniva da fuori di lui, da qualcuno con cui avere solo un rapporto di obbedienza.

Lo possiamo notare nella scena del battesimo. La voce che viene dal cielo, quando Gesù esce dall’acqua e lo Spirito lo investe, dice: “tu sei il mio figlio prediletto, in cui mi sono compiaciuto”. Quel “compiacimento” di Dio viene espresso con una parola che nel profeta Isaia, nell’Antico Testamento, connota una misteriosa figura di servo, che fa la volontà di Dio, perché Dio si compiace di lui, lo predilige, lo fa oggetto della sua grazia, del suo amore.

Insomma il servo di Dio è in realtà uno che viene amato, scelto, prediletto, per entrare in una nuova sfera, quella di un rapporto privilegiato con Dio. E proprio grazie a questo rapporto privilegiato egli può essere e quindi vivere e agire secondo una profonda volontà, che viene da Lui.

Anche Gesù quindi può fare la volontà di Dio perché in lui risuona questo profondo compiacimento, che lo abilita ad un rapporto privilegiato. Quindi tutta la sua persona, non solo le sue azioni, sono compenetrate della volontà di Dio. Egli non solo agisce, ma è la volontà di Dio, perché ne mostra il suo cuore, il suo amore, la sua visione delle cose. Egli agisce come un servo che è tanto amato, da rivelarsi come un figlio, nel rapporto con il suo Padre.

 Colui che rende possibile questa profondissima comunione d’amore è lo Spirito Santo, che scende su Gesù subito dopo il battesimo ricevuto da Giovanni.

Nel battesimo ricevuto da Giovanni Gesù mostra che una via possibile per la natura umana, riempita dallo Spirito Santo, per vivere questa dimensione di relazione, di pienezza, di amore.

Nel nostro battesimo questa possibilità diventa una realtà, nel sacramento.

C’è poi tutta la vita per poterla realizzare concretamente, per poter far emergere tutte le profonde potenzialità insite nel nostro battesimo.

Vuol dire soprattutto non sentirsi mai soli e vincere lo scoraggiamento che pone ostacoli sul nostro cammino.

Quanto spesso di fronte ad alcune difficoltà che sembrano insormontabili, ci lasciamo prendere dall’angoscia, dal senso di solitudine, dalla percezione d’impossibilità e tendiamo a gettare la spugna, sbagliando!

Ecco il battesimo è quella profonda risorsa della nostra umanità, che ci spinge a sentirci sempre accompagnati, ad accogliere le sfide ed ostacoli che la realtà ci pone come delle opportunità per approfondire il nostro rapporto con Dio, per stare con Lui e da Lui ricevere quella forza che ci aiuterà ad uscirne con una gioia più profonda.

No, non siamo schiacciati dalla volontà di Dio, piuttosto siamo liberati da essa, per vivere meglio e più felicemente, da figli amati e incoraggiati a camminare avanti!

Pubblicato da bibbiainrete

prete cattolico particolarmente impegnato nello studio e divulgazione della bibbia e nell'animazione biblica della pastorale

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