Mt 11,2-11 (III Avvento)

Giovanni Battista e Gesù
Il messaggio nel contesto
In questa sezione del Vangelo, fino al c. 12, il lettore è invitato a prendere posizione riguardo a Gesù di fronte alla contestazione degli scribi e farisei, ai dubbi di Giovanni il Battista e all’invito che Gesù fa ai suoi discepoli di conoscere il Padre che solo il Figlio è in grado di rivelare (11,27). Il testo della liturgia della terza domenica di Avvento ci presenta il dubbio del Battista (v. 2-3) e la risposta di Gesù (vv. 4-6) , e in aggiunta un commento di Gesù alle folle sull’identità del Battista (vv. 7-15. Il testo della liturgia si ferma al v. 11).
La domanda del Battista, che si trova in carcere dal momento in cui Gesù ha iniziato il suo ministero (v. 2 cf. 4,12) scaturisce dal suo ascolto delle opere di Cristo, così diverse dalle sue. Se infatti il Battista aveva predicato l’imminente giudizio divino (cf. 3,11-12), Cristo invece predica l’amore del nemico (cf. 5,38-48) e accoglie i peccatori (cf. 9,10-17). Il Battista si chiede se è Gesù “colui che deve venire”, il messia che doveva raccogliere il grano nei granai e pulire la paglia con fuoco inestinguibile, ossia portare il giudizio definitivo di Dio (3,11-12).
La risposta di Gesù agli inviati del Battista è indiretta. Essi stessi dovranno prendere posizione e giudicare ciò che ascoltano e vedono, cioè le opere intese come segni del messia: la proclamazione del Vangelo ai poveri (cf. 5,3), la guarigione dei lebbrosi (8,1-4), la resurrezione dei morti (cf. 9,23-26), la restituzione della vista ai ciechi (9,27-31). Con loro anche noi lettori siamo invitati a vedere in queste opere il compimento delle profezie messianiche di Isaia (cf. Is 35,5-6a; 26,19; 29,18; 61, 1). Di fronte alla misericordia di Dio è sempre possibile che coloro che si credono giusti si scandalizzino, per questo Gesù proclama beato colui che non si scandalizza (v. 6).
Mentre i discepoli del battista se ne vanno, Gesù riflette con le folle sull’identità del Battista. Non è un uomo senza spina dorsale, che va dietro ad ogni vento come la canna (v. 7), non è un potente che veste con abiti di lusso (v. 8). Egli è un profeta, anzi più che un profeta (v. 9), colui di cui parla Malachia, come il grande Elia che ritorna (cf. v. 14), quale messaggero che prepara la via di Dio (v. 10 cfr. Mal 3,1; Es 23,20).
Ci sono due epoche della storia, quella della preparazione, caratterizzata dall’attesa del giudizio e dalla conversione, il cui profeta è Giovanni il Battista, e quella del Regno instaurato dalla croce di Gesù, li dove si compiono tutta la legge e i profeti (v. 13). Nella croce è contenuta una sapienza nuova, la sapienza dell’amore, che è stata giustificata dalle opere di misericordia del Cristo (v. 19)
- Qual è il contesto spazio-temporale del racconto
Giovanni ha sentito parlare delle opere del Cristo, insegnamento e guarigioni e manda i suoi discepoli a chiedergli se egli è colui che sta per venire, il messia. Se Giovanni era in attesa del messia, io cosa o chi attendo nella mia vita?
- Chi sono i personaggi e cosa fanno/dicono?
Gli inviati di Giovanni il Battista sono invitati da Gesù a testimoniare ciò che odono e vedono: qual è la mia esperienza di Gesù? Ciechi, zoppi, lebbrosi, sordi, morti: sono tutti riassunti nella categoria dei poveri, a cui è annunciato il Vangelo: mi ritengo povero? Ho fatto esperienza del Vangelo? Gesù parla alla folla di Giovanni il Battista. Ci sono diverse descrizioni: canna sbattuta dal vento o uomo vestito in morbide vesti indicano l’uomo di potere, che si sposta dove va il vento e non ha una sua personalità e vive negli agi e nelle mollezze. Invece il Battista è un profeta, incaricato di portare la Parola di Dio. Cosa significa per me portare la Parola di Dio e non fare semplicemente ciò che gli uomini vogliono? Egli davanti a te preparerà la tua via: Giovanni il Battista prepara la strada al Signore. Come la preparo io la strada della mia vita, perché vi possa entrare il Signore?
- Quale rivelazione?
Giovanni il Battista è l’Elia che deve venire a preparare l’arrivo del Regno di Dio, bruciando con il fuoco della sua Parola ogni scoria della violenza e del peccato che sono ancora nel Popolo di Dio. Sarà poi la croce del Signore Gesù, con la potenza dello Spirito Santo, a entrare nell’umanità e a formare il seme del Regno futuro.
la preghiera personale
Invoco lo Spirito Santo (con un canto o con la Sequenza o con un’invocazione più libera) Ad esempio: Vieni Santo Spirito, entra in me, con la tua luce, con il soffio della tua vita, aiutami a sentire il Tuo Amore, la Tua Pace e ad aprire il mio cuore a quella Parola che oggi custodisci per me, in modo che ogni mio pensiero e ogni mia azione abbiano da te il loro inizio e in te e per te il loro compimento.
Leggo il brano del Vangelo, almeno due volte, con attenzione.
Entro nel contesto del racconto, nel suo spazio e tempo particolari: siamo in un luogo affollato, dove Gesù predica e fa miracoli.
Chiedo una grazia, ciò che desidero da questo momento di preghiera, ad esempio di fare un’esperienza profonda e intima di Gesù, del Padre e del loro amore per me.
Cerco di avvicinarmi ai personaggi in gioco. Giovanni il Battista in catene in carcere, i suoi dubbi e tristezza. Gli inviati da parte del Battista, Gesù e i suoi discepoli e infine la folla.
Contemplo cosa dicono e fanno i personaggi e ne ricavo un frutto.
Cerco di raccogliere tutto ciò che ho contemplato, a partire da ciò che provo in me: come mi ha toccato quello che comprendo? Quale sentimento mi suscita?
Dialogo con Gesù e con il Padre, lasciandomi trasportare, nel chiedere, nel ringraziare, nel lodare, nel contemplare, a seconda di ciò che sento.
Concludo la preghiera con un Padre Nostro e saluto il Signore con un gesto di riverenza.
