La Bilancia.
Una volta aveva due piatti, uno a destra e uno a sinistra, per confrontare il peso degli oggetti con dei pesi di metallo, misurati precisamente. Per avere il dato esatto bisognava che i due piatti stessero bene in parallelo.
Applicando il medesimo principio ad altri ambiti della vita, si hanno rapporti di scambio, ad ogni livello che, sino ad un certo punto, sembrano funzionare.
Per acquistare un prodotto devo fornire una quantità di denaro corrispondente al suo valore; per avere un certo ammontare nello stipendio devo lavorare un certo numero di ore; per superare un esame con un certo numero di pagine devo studiare un certo numero di ore ecc. Possiamo vivere questa dimensione anche nelle relazioni: se qualcuno mi offre qualcosa, sarò più disponibile a fare anch’io altrettanto, sia un caffè o un pasto o un passaggio in macchina.

E se qualcuno mi fa del male, mi offende, mi ferisce, mi delude tradendo la mia fiducia e stima nei suoi confronti? Potrei anch’io essere tentato, non solo di allontanarmi da lui, ma di restituire, come si suol dire, pan per focaccia. Se non con i fatti, almeno a parole, mettendolo in cattiva luce e sfogandomi con gli amici.
È talmente normale agire così, che le parole di Gesù sull’amore del nemico ci sembrano provenire da un altro pianeta. La liturgia poi ci provoca perché mette come seconda lettura la contrapposizione tra l’uomo celeste, quello che nasce con la resurrezione di Cristo e l’uomo fatto di terra. E noi cadiamo nella trappola: il messaggio di Gesù sembra così celeste, da essere utopico e irrealizzabile. La rabbia che in certe occasioni abbiamo provato salta di nuovo fuori e rifiuta di essere incanalata in una proposta che finisce per fornire all’altro nuove occasioni per farmi del male. A che pro? Non è disumano?
La proposta di Gesù andrebbe vista da un altro lato, più umano, più vero, meno teorico. Dovrebbe partire proprio dalla nostra rabbia, per incanalarla nel modo giusto: non verso la persona che ci ha offeso, ma verso quel sistema di rapporti personali che vede tutto in modo “funzionale”, che non ha nulla di vero, di gratuito, di realmente umano al suo interno. Solo una bilancia.
La proposta di Gesù nasce dal bisogno profondo in noi di autenticità e gratuità nelle relazioni umane: vogliamo essere accolti così come siamo, coi nostri pregi e con i nostri difetti, perché solo così ci sentiamo amati veramente. E allora perché non tentare di vivere questa prospettiva anche con gli altri?
La proposta di Gesù nasce da un senso profondo di libertà interiore: dobbiamo sempre comportarci secondo una legge oggettiva, in modo così prevedibile e spesso stupido, ricambiando occhio per occhio e dente per dente, o forse possiamo vivere il conflitto con più fantasia, interrompendo la spirale delle ritorsioni con un gesto diverso, spiazzante, sorprendente, che faccia appello al cuore dell’altro e al suo stesso bisogno di libertà e di amore?
Porgere l’altra guancia non è una legge: sarebbe un inaccettabile moralismo. È invece un esempio di gesti che possono rendere più umana l’accusa, in modo da aggirare le difese dell’altro, appellandosi alla sua parte più vera e umana, al suo cuore.
Ci sono persone che hanno perdonato gli uccisori dei loro familiari, e la loro vita è stata da quel momento più felice.
Ci sono paesi che invece di dividersi gli uni contro gli altri, si sono uniti, memori delle guerre del passato, e da quel momento sono stati più prosperi.
Ci sono culture che, invece di condannare le diversità, le hanno accolte e interpretate al loro interno, e da quel momento sono state più ricche.
Contro la cultura, solo apparentemente razionale, del taglione che porta la morte, Gesù ci propone la cultura della vita. L’invito di Gesù non è ad essere come Dio: piuttosto è Lui che ci dona l’amore, dando la vita per noi. Solo con Lui possiamo aprire gli occhi a nuovi orizzonti e fare qualche piccolo passo verso la cultura della vita!

Perdonare forse ci si riesce, “amare” che ti ha fatto del male, è quasi impossibile…. eppure, questa è la strada per vivere bene, per stare meglio, per avere il cuore pieno!