Gesù si sta avvicinando a Gerusalemme, dove egli sa bene che verrà arrestato, consegnato ai romani, deriso, flagellato e poi crocifisso come un malfattore. Ha parlato ai discepoli sottolineando ciò che accadrà ed anche la resurrezione il terzo giorno.
Nessuno di loro ha potuto capire. Una reazione difensiva della loro personalità li porta a “saltare” la prima parte del messaggio, relativa alla sofferenza e al rifiuto che Gesù dovrà subire, per concentrarsi solo sulla gloria che ne segue. Giacomo e Giovanni si presentano come gli alfieri di questo futuro Regno che Gesù inaugurerà, pronti a sedere alla sua destra e alla sua sinistra, come plenipotenziari del messia.
Gesù li richiama alla loro profonda incapacità di comprendere. Il battesimo da ricevere indica la morte di Gesù e il calice da bere la sua sofferenza: anch’essi ne saranno partecipi, con Gesù, e nel loro cammino futuro di testimonianza. Ma per ora non sono in grado di capirlo.
Gli altri discepoli allora si indignano. Si tratta del tipico sentimento di rivalsa, di chi teme di essere trascurato e prevaricato. Allora Gesù richiama i suoi al senso profondo dello stare con lui e del seguirlo: l’umiltà. Non è la falsa umiltà di chi nasconde i suoi doni e le sue capacità, ma la disponibilità di mettersi a servizio, distaccandosi da sé stessi e aprendosi agli altri.
Si tratta della dimensione profondamente empatica di chi accetta di com-patire, di appassionarsi, di mettersi in gioco, per riscattare il male e la sofferenza altrui. Il figlio dell’uomo, Gesù, ce lo ha mostrato con il dono della sua vita e ci ha dato anche la forza, l’amore, per poter poter crescere sempre più in questa dimensione.
(MEMORIA) Rileggo più volte il brano di Vangelo, cercando di sostare su quelle frasi, espressioni, parole che toccano le corde più profonde della mia interiorità. Esse nel loro complesso costituiscono una Parola che Dio oggi mi rivolge personalmente.
(INTELLIGENZA) Cerco di comprendere il significato di questa Parola nella mia vita, utilizzando paragoni con il mio vissuto quotidiano e cercando di gettare qualche luce sul mio presente e prossimo futuro.
(VOLONTÀ) Oriento tutto il mio cuore a ciò verso cui mi porta la Parola e entro in una preghiera di supplica, ringraziamento, lode, a seconda di ciò che sento.
