La folla cerca Gesù: rabbì come sei giunto qui?
Gesù sembra essere abbastanza duro, pungente, difficile da comprendere. Perché? Egli ci spinge in avanti per una sempre migliore comprensione di lui, che passa attraverso alcune tappe.
Anzitutto c’è una ricerca di sazietà, pienezza, stabilità umana. Voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché vi siete saziati. In questa tappa della ricerca di Gesù, la sua persona si confonde con la nostra realizzazione umana. Non è un male aspirare alla pienezza e Gesù stesso favorisce questa aspirazione della folla, moltiplicando il pane per essa. Ma al contempo invita loro a non rimanere solo su quel livello, un po’ chiuso in sé, un po’ egoistico, di ricerca, per passare ad una comprensione della persona di Gesù, di dove trovarlo ed entrare in comunione con lui, attraverso tutti i segni che egli ci dona. Gesù ci invita a passare dai beni di cui godiamo alla percezione del dono che è contenuto in essi, come segno della Sua Presenza nella nostra vita. Passare dal possesso al ringraziamento, che prolunga il gusto del dono, nella relazione con lui.
La folla sembra allora comprendere che la pienezza della vita non è semplicemente data dai beni, ma dal cibo che dura, che è la relazione con Dio. Se nella mentalità giudaica ciò che assicura la relazione con Dio è la Legge, ossia il compiere le opere di Dio, Gesù sposta l’accento dal plurale al singolare, dalle opere all’opera, e pone Dio come soggetto: c’è un’unica opera, ed è quella che Dio fa nel tuo cuore, la fede. Questa è da cercare! La folla si sintonizza con questo discorso di Gesù e a questo punto chiede un segno che lo accrediti come inviato di Dio. Come Mosè aveva dato la manna, così anche Gesù deve dare ulteriori segni.
È molto umana questa richiesta della folla, perché anche a noi capita spesso di voler alimentare la nostra fede, attraverso i segni, interiori ed esteriori. Alcuni segni iniziali sono importanti, come la moltiplicazione dei pani per la folla. Ma poi c’è una continua ricerca di segni da parte nostra…e questo però è anche un pericolo, ossia quello di rimanere ancorati ad una certa interpretazione di Dio nella mia vita, che diventa un po’ un’illusione: mi deve dare questo segno…se non esaudisce questa mia preghiera…se la realtà non si piega alla mia visione, a quello che mi aspetto…e allora quando cade l’illusione, finisce per cadere anche Dio. Il pericolo, in questa ricerca di segni, in questo continua richiesta che facciamo a Dio, è di andare fuori dalla realtà, di non lasciarsi adeguatamente guidare da essa.
Gesù sposta allora ulteriormente l’accento, partendo dalla proposta della folla: si, lui è pronto a dare un segno, ma lui non sarà come Mosé, nel senso che se Mosè ha offerto un segno “esterno” a lui, per Gesù il vero segno è lui stesso: è lui la manna, il pane disceso dal cielo, colui che nutre ogni uomo.
Se la nostra ricerca di segni si sposta solo su di Lui, allora piano piano impareremo a trovarlo dentro di noi, e in ogni cosa, in ogni realtà della nostra vita. Allora non ci saranno più solo alcune richieste, alcuni segni, che testimoniano la presenza del Signore, ma tutto ci parlerà di lui: le persone, le gioie, i dolori, le speranze, le fatiche…tutta la nostra vita, tutto ciò che ci accade e che viviamo, diventerà un motivo per incontrarlo sempre di più e conoscerlo sempre meglio.
E questo è il punto culminante della nostra fede. Siamo partiti da una ricerca di pienezza, abbiamo individuato nella nostra vita alcuni segni che ci portano alla fede, ora la fede raggiunge la sua vera pienezza nella realtà, nel modo con cui Gesù ci viene incontro attraverso di essa, con il suo amore, con la sua pace, con la sua forza che agisce nel nostro cuore. Il vero segno alla fine siamo noi, quella forza che agisce nel nostro cuore, che ci spinge ad andare avanti, a sperare, ad amare, a soffrire con coraggio, a rialzarci con determinazione! È lo Spirito che Gesù ci dona, senza misura…e che ci orienta a Lui e alla vita, che ci spinge ad amare gli altri, specialmente i poveri e chi abbiamo accanto, che ci porta a fare di noi un dono continuo agli altri!
