Domus Mariae, ottavo giorno

Questa mattina ci siamo svegliati molto presto,verso le 6. In realtà nel dormiveglia avevo già sentito le bambine di Anita lavorare nella pulitura delle stoviglie e nel lavaggio del pavimento. Quando sono uscito, verso le 6:30, le bambine erano già in divisa, pronte per partire. I nostri bambini alla loro età sarebbero in grado di sistemare la casa, in autonomia, prima di andare a scuola?

Un quarto d’ora a piedi e siamo arrivati alla scuola: controllo delle divise, dalle scarpe ai calzini fino alla capigliatura, un gruppo di insegnanti verificava i bambini all’ingresso.

In tutto sono arrivati più di duemila bambini che, dopo il primo ingresso, si sono radunati nel piazzale per l’inizio ufficiale. Ciò che mi ha più colpito è stato il silenzio totale, che permetteva alla preside di parlare ed essere intesa, senza amplificazione. Balli, canti, una preghiera, si respirava orgoglio per la scuola e per gli alunni più meritevoli.

Forse per noi lo stile sarebbe un po’ troppo rigido e retorico, ma in una scuola con ottanta bambini per classe con un solo insegnante, solo una fortissima adesione ai valori può permettere al sistema educativo di funzionare.

La stessa percezione l’abbiamo avuta alla Domus Mariae, che è una scuola superiore. Se la struttura materiale può apparire fatiscente, la risorsa umana è straordinaria, in grado di affrontare un percorso arduo e quasi ‘ascetico’: tante ore di scuola e lavoro in una struttura totalizzante, per nove mesi all’anno.

Solo i più bravi possono accedere all’università.

Così in Kenia si forgiano i giovani.

 

Pubblicato da bibbiainrete

prete cattolico particolarmente impegnato nello studio e divulgazione della bibbia e nell'animazione biblica della pastorale

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