Lettura popolare XXI TO Anno A

Lettura popolare XXI TO Anno A

Mt 16,13-20

La confessione messianica

Il messaggio nel contesto

Cesarea di Filippo, città ricostruita dal tetrarca Filippo, figlio di Erode il grande, è il contesto geografico che Gesù sceglie per dialogare con i suoi a riguardo della sua identità. Li dove il potere imperiale mostra le sue insegne per mezzo dei re ad esso sottomessi, Gesù rivela un potere del tutto alternativo, simile a quello dei profeti.

Fin dalle origini della monarchia in Israele c’era un potere che ne ha permesso la nascita e ne ha siglato la fine, i profeti. Elia ha profetizzato la fine del re Acab, nel regno del Nord, Geremia ha profetizzato la fine della dinastia di Giuda e la deportazione di Gerusalemme. Anche Giovanni Battista si è posto in atteggiamento critico nei confronti del re Erode. Sulla medesima scia viene inserito anche Gesù che, dopo la morte del Battista, con i suoi miracoli e la sua parola autorevole aveva radunato attorno a sé molte persone. Infatti nonostante Gesù abbia dato anche alle folle alcune informazioni importanti sull’identità del “figlio dell’uomo” (cf. 11,19; 12,40) esse non comprendono la vera identità e da questo momento in poi Gesù non parlerà più del figlio dell’uomo fino alla sua passione (cf. 26,64).

Quando i discepoli sono invitati da Gesù a fornire una risposta personale alla questione è Pietro a prendere la parola e a proclamare la fede in Gesù messia, che anche gli altri discepoli avevano iniziato ad intuire, dopo la tempesta sedata (cf. Mt 14,33): egli non è semplicemente un profeta, ma è il messia, il Figlio del Dio vivente (cf. 1,17; 2,4; 11,2). Non è il frutto di una sapienza umana, ma l’umile adesione di Pietro ad una rivelazione rivolta ai piccoli (cf. Mt 11,25-26) che lo conduce a diventare «roccia». Ora egli è Pietro, come già era stato presentato (cf. 4,18; 10,2), perchè la sua casa è fondata sulla roccia del Padre (cf. 7,24-27) ed egli può legare e sciogliere, ossia può interpretare la volontà di Dio così come l’ha rivelata e attuata Gesù. Si tratta della giustizia sovrabbondante (cf. 5,20), dell’amore gratuito del Padre (cf. 5,43-48) che compie la legge e i profeti, ossia tutta l’antica Alleanza (7,12). Guardando a Gesù,  Pietro, modello e rappresentante di ogni discepolo e della Chiesa intera, può legare e sciogliere (cf. 18,18), ossia può comprendere e attuare la volontà di Dio nella sua vita. Questa Chiesa, fondata sulla roccia di Pietro, è superiore alle porte dell’Ade, metafora che indica la morte; essa, cioè conosce una durata senza limiti, fino alla fine del mondo (28,20).

Appena rivelata l’identità di Gesù, egli chiede il silenzio ai suoi discepoli, perché tale rivelazione si compirà in modo del tutto inaspettato nella croce (v. 21). Il figlio dell’uomo, come i profeti prima di lui e ancor più radicalmente dei profeti, ha un potere totalmente alternativo a quello della violenza, il potere di Dio che si consegna nelle mani degli uomini per amore loro.

Questo richiederà da parte di Pietro e di ogni discepolo il totale abbandono a Lui e la conversione dalle logiche dell’autodifesa e della conquista. (v. 22). Essere di scandalo a Gesù vuol dire metterglisi davanti con i propri interessi e pretendere che lui ti segua. Seguirlo realmente significa tornare dietro a lui e perdere la vita per causa sua. Questa è l’unica strada per entrare nel Regno del Padre, che Gesù sta per instaurare col potere della sua croce (vv. 27-28).       

Per la lectio divina

  • Invoco lo Spirito Santo (con un canto o con la Sequenza)
  • Leggo il brano del Vangelo, almeno due volte con attenzione: Mt 16,13-20.
  • Cerco di comprendere maggiormente il significato del testo, con l’aiuto del breve commento precedente.
  • Prego, rileggendo la mia vita alla luce della Parola appena compresa.
  • Dialogo con Gesù e con il Padre, lasciandomi trasportare, nel chiedere, nel ringraziare, nel lodare, nel contemplare, a seconda di ciò che sento.

Per la lettura popolare

Collocazione spaziale: è bene curare particolarmente la collocazione spaziale dei partecipanti all’incontro. È opportuno scegliere configurazioni geometriche che favoriscano la percezione dei partecipanti di trovarsi coinvolti allo stesso livello e senza distinzioni gerarchiche con gli accompagnatori (meglio un cerchio di sedie che un tavolo “da relatore” con le file di sedie davanti)

durata: 1h (tutte le indicazioni temporali sono puramente indicative dei rapporti che dovrebbero stabilirsi tra le fasi dell’incontro, ma non sono da prendere alla lettera)

  1. 1. Ricordiamo la vita.(15 minuti)

Questa domanda ha l’obiettivo di coinvolgere i partecipanti al gruppo di preghiera a partire dalla loro vita. Deve essere posta in modo molto informale e quasi naturale, come se l’incontro non fosse ancora iniziato realmente. L’accompagnatore sa invece che con questa domanda i partecipanti iniziano a condividere le loro esperienze dentro al contesto interpretativo del racconto evangelico.

      1. 2. Leggere con attenzione il brano del Vangelo (almeno due volte) e soffermarsi su una parola che colpisce: Mt 16,13-20 (10 minuti)

La lettura può essere condivisa, un versetto a testa, perché il tesoro della parola sia concretamente partecipato da tutti, allo stesso livello. Poi si danno cinque minuti per scegliere una parola che colpisce l’attenzione e la curiosità di ciascuna persona e per condividerla, uno dopo l’altro.

         3.  Iniziare un dialogo un pò più approfondito a partire dalla lettura (30 min)

Partendo dalla condivisione della parola si può invitare qualcuno, che sembra un pò più estroverso e a suo agio nel gruppo, ad esplicitare il “perchè”  ha scelto quella parola. A questo punto si aiutano anche gli altri, ponendo delle domande, a condividere le loro impressioni e valutazioni.

Alcune domande possono essere poste, senza pretendere di seguire un ordine logico preciso, ma seguendo le intuizioni condivise dai partecipanti.

Può essere utile partire da domande riguardanti luoghi, personaggi, verbi. Si tratta non solo di aiutarli a comprendere il testo, ma anche a condividere la loro vita, identificandosi nei personaggi.

Ecco uno schema possibile di domande:

      • Qual è il contesto spazio-temporale del racconto

Gesù si reca a Cesarea di Filippo, città imperiale. Su quale «potere» faccio affidamento?

      • Cosa fanno i personaggi

Gesù interroga i suoi discepoli e dialoga con loro sulla sua identità. Permetto a Gesù di fare anche a me la stessa domanda, confrontando le opinioni degli altri su di lui con ciò in cui credo?

      • Cosa dicono i personaggi

Giovanni il Battista, Elia, Geremia o uno dei profeti, sono le figure storiche che i discepoli citano a riguardo delle attribuzioni popolari su Gesù. Quali uomini hanno finora maggiormente corrisposto ai miei ideali? In che rapporto sono con il messia Gesù?

– Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. Cosa comporta per me questo titolo? Gesù gode davvero di questa unicità nel mio modo di pensare e di vivere?

  Il padre mio che è nei cieli te lo ha rivelato. Riconosco in me il dono della fede?

– Su questa pietra edificherò la mia chiesa. Riconosco il carattere rivelato della comunità messianica, che si basa sulla professione di fede di Pietro?

– Ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli. Come vivo e penso il mio rapporto con il senso di fede della Chiesa, interpretato e custodito dal magistero?

      • La rivelazione in atto

Gesù è il messia di Israele, il Figlio del Dio vivente e su questa professione di fede di Pietro si fonda la comunità messianica della Chiesa e il suo ruolo di apostolo.

      1. 4. Condivisione della vita nella preghiera (5/10 min). L’ultimo passo, dopo la condivisione della vita, è invitare ad una breve preghiera, magari formulata inizialmente dall’accompagnatore. Qualche minuto di silenzio può aiutare a far risuonare la vita e la Parola condivise e raccogliere alcuni elementi che possono essere stimoli per una preghiera. Il partecipante che non intende pregare sentirà comunque che la propria condivisione è stata ascoltata e che la sua vita è stata messa davanti a Dio nella preghiera di altre persone.

Pubblicato da bibbiainrete

prete cattolico particolarmente impegnato nello studio e divulgazione della bibbia e nell'animazione biblica della pastorale

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