Lettura popolare XVII TO Anno C

 Lettura popolare XVII TO Anno C

Lc 11,1-13

Imparare a pregare

Il messaggio nel contesto

 

IMPORTANTE: questa breve contestualizzazione e spiegazione del brano evangelico serve da preparazione remota per l’accompagnatore, prima dell’incontro. Si tratta di mettersi in preghiera personalmente, leggere il brano evangelico e poi approfondirlo con attenzione. Le considerazioni svolte sotto non sono da “ripetere” ai partecipanti, ma da tenere presente durante l’incontro.

 

L’insegnamento di Gesù sulla preghiera nasce da una domanda dei discepoli, che sono coinvolti e trasformati dalla preghiera di Gesù (v. 1). Il particolare, unico, intenso rapporto di Gesù con il Padre suo, così come emerge dalla preghiera, li colpisce al punto da suscitare in loro il desiderio di esserne parte, di lasciarsi trasformare dalla bellezza di questo amore che traspare dalla preghiera di Gesù, per poterlo anche loro, in certo modo, imitare. La loro domanda testimonia la considerazione che hanno di Gesù come di un maestro che può guidarli nella via che conduce a Dio, attraverso la preghiera, come già aveva fatto Giovanni il Battista con i suoi, e come si usava nei movimenti e nella comunità religiose radunate dai maestri giudaici del tempo. Gesù non fa eccezione e insegna loro una preghiera che ha molti punti di contatto con alcune preghiere della tradizione giudaica, come quella delle Diciotto Benedizioni, nella quale Dio viene invocato come Padre nostro (v.2). Sulla bocca di Gesù questo titolo assume però una nota in più, perché diviene il segno della sua identità di Figlio di Dio, che può ora essere partecipata dai suoi discepoli. Non si tratta solo di un Padre del popolo, sovrano ed autorevole, ma anche di un padre misericordioso (cf. Lc 15) che ha a cuore ogni persona, nella sua singolarità e che ciascuno può sentire vicino e presente nella propria vita.   Il suo Regno e la santità del suo nome (v. 3) si manifestano nella remissione del peccato e nella liberazione dalla prova e dal male (v.4), attraverso un amore che nutre quotidianamente, secondo i bisogni di ciascuno.

Attraverso due esempi, tratti dalla vita ordinaria, Gesù paragona il padre a due padri di famiglia umani. Se è un amico a pregare con insistenza, il padre si alzerà anche solo per togliersi il fastidio. Se è un figlio a pregare e chiedere un uovo o un pesce, il padre lo esaudirà certamente. Se questo è dunque vero per un amore imperfetto e limitato come quello umano, quanto più varrà per Dio? E il dono d’amore che Dio fa a tutti coloro che glielo chiedono è lo Spirito Santo.  Esso racchiude ogni bene e ogni dono.

 

 

 

 

 

Come realizzare concretamente l’incontro?

 

 

Collocazione spaziale: è bene curare particolarmente la collocazione spaziale dei partecipanti all’incontro. È opportuno scegliere configurazioni geometriche che favoriscano la percezione dei partecipanti di trovarsi coinvolti allo stesso livello e senza distinzioni gerarchiche con gli accompagnatori (meglio un cerchio di sedie che un tavolo “da relatore” con le file di sedie davanti)

 

durata: 1h (tutte le indicazioni temporali sono puramente indicative dei rapporti che dovrebbero stabilirsi tra le fasi dell’incontro, ma non sono da prendere alla lettera)

 

  1. Ricordiamo la vita.  (15 minuti)

La mia preghiera

 

Questa domanda ha l’obiettivo di coinvolgere i partecipanti al gruppo di preghiera a partire dalla loro vita. Deve essere posta in modo molto informale e quasi naturale, come se l’incontro non fosse ancora iniziato realmente. L’accompagnatore sa invece che con questa domanda i partecipanti iniziano a condividere le loro esperienze dentro al contesto interpretativo del racconto evangelico. La domanda contribuisce a mettere il partecipante nella posizione dei servi della parabola.

 

  1. Leggere con attenzione il brano del Vangelo (almeno due volte) e soffermarsi su una parola che colpisce: Lc 11,1-13(10 minuti)

 

La lettura può essere condivisa, un versetto a testa, perchè il tesoro della parola sia concretamente partecipato da tutti, allo stesso livello. Poi si danno cinque minuti per scegliere una parola che colpisce l’attenzione e la curiosità di ciascuna persona e per condividerla, uno dopo l’altro.

 

 

  1. Iniziare un dialogo un pò più approfondito a partire dalla lettura (30 min)

Partendo dalla condivisione della parola si può invitare qualcuno, che sembra un pò più estroverso e a suo agio nel gruppo, ad esplicitare il “perchè” ha scelto quella parola. A questo punto si aiutano anche gli altri, ponendo delle domande, a condividere le loro impressioni e valutazioni.

Alcune domande possono essere poste, senza pretendere di seguire un ordine logico preciso, ma seguendo le intuzioni condivise dai partecipanti.

Può essere utile partire da domande riguardanti luoghi, personaggi, verbi. Si tratta non solo di aiutarli a comprendere il testo, ma anche a condividere la loro vita, identificandosi nei personaggi.

Ecco uno schema possibile di domande:

 

  • Qual è il contesto geografico e narrativo del racconto evangelico?

Gesù si trova in un luogo a pregare. Il luogo della preghiera ha un carattere simbolico, si tratta dello spazio creato dalla relazione con il Padre suo. È un luogo abitato dall’amore, dallo Spirito Santo. Quali luoghi, fisici o interiori, mi aiutano a pregare?

Chi sono i personaggi, cosa fanno?

-Gesù finisce di pregare e i discepoli lo interrogano. La loro curiosità nasce dal fascino che Gesù suscita. Quale fascino per la persona di Gesù? Come lo vedo e lo sento?

Cosa dicono i personaggi?

I discepoli chiedono di insegnar loro a pregare. Sono convinto che l’arte della preghiera si può apprendere. Come la sto imparando?

Gesù risponde insegnando il Padre nostro. Avverto nella mia preghiera la presenza del Padre che mi dona tutto ciò di cui ho bisogno (il pane quotidiano o sostanziale)?

Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Ho fiducia che la preghiera ottiene sempre quello che chiede, nelle forme e nei modi che Dio permette? Cosa e come chiedo?

Il Padre vostro darà lo Spirito Santo. Cos’è per me il dono della grazia e dello Spirito Santo? Lo vivo?

 Quale rivelazione è contenuta qui?

La preghiera è un rapporto d’amore con il Padre, nello spazio aperto da Gesù suo Figlio e grazie al dono dello Spirito Santo. La preghiera è partecipazione a Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, al Dio trinità!

 

  1. Condivisione della vita nella preghiera (5/10 min). L’ultimo passo, dopo la condivisione della vita, è invitare ad una breve preghiera, magari formulata inizialmente dall’accompagnatore. Qualche minuto di silenzio può autare a far risuonare la vita e la Parola condivise e raccogliere alcuni elementi che possono essere stimoli per una preghiera. Il partecipante che non intende pregare sentirà comunque che la propria condivisione è stata ascoltata e che la sua vita è stata messa davanti a Dio nella preghiera di altre persone.

 

 

 

 

 

Pubblicato da bibbiainrete

prete cattolico particolarmente impegnato nello studio e divulgazione della bibbia e nell'animazione biblica della pastorale

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