Lettura popolare XIII TO Anno C

 Lettura popolare XIII TO Anno C

Lc 9,51-62

Imparare a seguire Gesù

Il messaggio nel contesto

 

IMPORTANTE: questa breve contestualizzazione e spiegazione del brano evangelico serve da preparazione remota per l’accompagnatore, prima dell’incontro. Si tratta di mettersi in preghiera personalmente, leggere il brano evangelico e poi approfondirlo con attenzione. Le considerazioni svolte sotto non sono da “ripetere” ai partecipanti, ma da tenere presente durante l’incontro.

Come già in a Nazareth (4,16-30) Gesù è respinto dai Samaritani perché il suo messaggio di salvezza è rivolto altrove, verso Gerusalemme, e rifiuta qualsiasi identificazione etnica o politica. Gesù non accetta di essere strumentalizzato o “usato” da chi vuole farlo “suo”, anzi chiede di entrare nel mistero della sua persona e del disegno del Padre, che si compirà a Gerusalemme con l’ascensione, ossia con la sua salita al cielo, attraverso la passione e la morte.  I discepoli Giacomo e Giovanni non comprendono questo itinerario e devono ancora imparare a seguire Gesù nella sua mitezza di servo umile e obbediente del Padre. Essi infatti propongono iniziative di giustizia troppo umana (v. 54), e legate ad una concezione esclusiva e partigiana dell’appartenenza a Gesù, anche se ispirate al profeta Elia (cf. 2Re 1,10.12.14). Essi non hanno ancora capito che Gesù chiede ai suoi discepoli una radicalità molto maggiore di quella del profeta Elia, anche nello spogliarsi delle proprie sicurezze e appartenenze. Se Elia aveva permesso al suo discepolo Eliseo di salutare quelli di casa (v. 61-62, cf. 1Re 19,20), non così per Gesù. Il Regno di Dio infatti è per lui una priorità assoluta, anche al di sopra delle prescrizioni legali più sacre, come quella di seppellire i morti di casa (v. 59-60, cf. Tb 1,17), e si concretizza nel seguire la Sua persona, come compimento di tutta la Legge. Quest’ultima infatti si compie in Lui, che è al di sopra anche degli affetti più cari e della famiglia naturale rappresentata dalle immagini delle tane delle volpi e dei nidi degli uccelli del cielo (v. 58). Chi decide di rispondere all’invito di Gesù a seguirlo ed essere suo discepolo, pone questa sequela al di sopra di ogni cosa e persona, sapendo che ogni realtà umana, anche le più sacre, sono ordinate al fine di ogni uomo, che è lodare Dio e servirlo nella Sua volontà. Per i discepoli lodare Dio e servirlo significa seguire Gesù e stare con lui, in tutto il suo itinerario, fino ad accogliere la sua passione e la sua morte e sperimentare la potenza della sua resurrezione.

 

 

 

 

Come realizzare concretamente l’incontro?

 

 

Collocazione spaziale: è bene curare particolarmente la collocazione spaziale dei partecipanti all’incontro. È opportuno scegliere configurazioni geometriche che favoriscano la percezione dei partecipanti di trovarsi coinvolti allo stesso livello e senza distinzioni gerarchiche con gli accompagnatori (meglio un cerchio di sedie che un tavolo “da relatore” con le file di sedie davanti)

 

durata: 1h (tutte le indicazioni temporali sono puramente indicative dei rapporti che dovrebbero stabilirsi tra le fasi dell’incontro, ma non sono da prendere alla lettera)

 

  1. Ricordiamo la vita.  (15 minuti) Le priorità della mia vita

 

 

 

Questa domanda ha l’obiettivo di coinvolgere i partecipanti al gruppo di preghiera a partire dalla loro vita. Deve essere posta in modo molto informale e quasi naturale, come se l’incontro non fosse ancora iniziato realmente. L’accompagnatore sa invece che con questa domanda i partecipanti iniziano a condividere le loro esperienze dentro al contesto interpretativo del racconto evangelico. La domanda contribuisce a mettere il partecipante nella posizione dei servi della parabola.

 

  1. Leggere con attenzione il brano del Vangelo (almeno due volte) e soffermarsi su una parola che colpisce:  Lc 9,51-62 (10 minuti)

 

La lettura può essere condivisa, un versetto a testa, perchè il tesoro della parola sia concretamente partecipato da tutti, allo stesso livello. Poi si danno cinque minuti per scegliere una parola che colpisce l’attenzione e la curiosità di ciascuna persona e per condividerla, uno dopo l’altro.

 

 

 

  1. Iniziare un dialogo un pò più approfondito a partire dalla lettura (30 min)

Partendo dalla condivisione della parola si può invitare qualcuno, che sembra un pò più estroverso e a suo agio nel gruppo, ad esplicitare il “perchè” ha scelto quella parola. A questo punto si aiutano anche gli altri, ponendo delle domande, a condividere le loro impressioni e valutazioni.

Alcune domande possono essere poste, senza pretendere di seguire un ordine logico preciso, ma seguendo le intuzioni condivise dai partecipanti.

Può essere utile partire da domande riguardanti luoghi, personaggi, verbi. Si tratta non solo di aiutarli a comprendere il testo, ma anche a condividere la loro vita, identificandosi nei personaggi.

Ecco uno schema possibile di domande:

 

  • Qual è il contesto geografico e narrativo del racconto evangelico?

Gesù è in cammino con decisione verso Gerusalemme, dove si compie il mistero della sua passione, morte e resurrezione: sono anch’io in cammino con Gesù? Come entro nel mistero della Sua Persona?

  • Chi sono i personaggi, cosa fanno?

– Gesù prende la ferma decisione (lett. Indurisce la faccia) di andare a Gerusalemme: mi metto nei panni dei discepoli: sento la paura per ciò che attende Gesù a Gerusalemme?

– Gesù invia messaggeri davanti a sé: mi sento inviato da Lui? In quali circostanze e occasioni percepisco più chiaramente questa missione di precederlo?

– I samaritani non vogliono riceverlo: quali ostilità incontra oggi l’annuncio del Vangelo?Come reagisco io?

– Gesù rimprovera i suoi discepoli: interpreto anch’io la mia appartenenza al gruppo ecclesiale o alla comunità cristiana in modo esclusivo, come i discepoli?

  • Cosa dicono i personaggi?

– I discepoli chiedono a Gesù di mandare un fuoco dal cielo e di bruciare i suoi avversari: utilizzo Dio per realizzare una giustizia che risponde solo a pretese umane?

-Gesù dice: “Seguimi”: accolgo questo invito e come?

– Un anonimo discepolo dice a Gesù: “Ti seguirò dovunque tu vada”: sono davvero disponibile a lasciare tutto per Lui?

  • Quale rivelazione è contenuta qui?

Il discepolo è chiamato a vivere con radicalità la sequela di Gesù. Non è una strada di potere e di appartenenza esclusiva ad una comunità di eletti, ma di povertà e abbandono in Lui, la cui parola diviene più vincolante dei legami di carne. Quali priorità pongo nella mia vita?

 

  1. Condivisione della vita nella preghiera (5/10 min). L’ultimo passo, dopo la condivisione della vita, è invitare ad una breve preghiera, magari formulata inizialmente dall’accompagnatore. Qualche minuto di silenzio può autare a far risuonare la vita e la Parola condivise e raccogliere alcuni elementi che possono essere stimoli per una preghiera. Il partecipante che non intende pregare sentirà comunque che la propria condivisione è stata ascoltata e che la sua vita è stata messa davanti a Dio nella preghiera di altre persone.

 

 

 

 

 

Pubblicato da bibbiainrete

prete cattolico particolarmente impegnato nello studio e divulgazione della bibbia e nell'animazione biblica della pastorale

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