Controcorrente. Omelia del matrimonio di Letizia e Luca.

Carissimi Letizia e Luca,

appena siete usciti allo scoperto con la vostra decisione di sposarvi, vi siete resi conto di non suscitare sempre grandi entusiasmi intorno a voi, a volte anzi avete incontrato paure e proiezioni negative, mascherate o con l’ironia di chi fa pesare la sua esperienza di vita (“il primo matrimonio è sempre bello”) o con la falsa preoccupazione di chi dice: “sei davvero sicura/sicuro?”.

Ma voi non dovete crucciarvi di questo, anzi sarà motivo di una maggiore consapevolezza del fatto che oggi il matrimonio è una scelta controcorrente, perché è considerata come la tomba della libertà personale, un limite inaccettabile a trent’anni, magari più comprensibile a quaranta, cinquanta. Certo si può stare insieme-così oggi si pensa- ma sempre preservando una quota di autonomia e di reversibilità, che garantisca la libertà personale.

Vorrei allora su questa questione lasciar parlare il Vangelo che abbiamo ascoltato.  I discepoli sono chiamati a stare in un luogo solitario con Gesù e mentre Lui prega, sperimentano la sua identità di Figlio di Dio e ne vengono essi stessi trasformati, tanto da riconoscerlo come il messia per bocca di Pietro. Come per i discepoli anche per voi la vita matrimoniale è una chiamata a vivere da Figli il vostro stare insieme, lasciandovi trasformare da Lui.

Questa trasformazione vuol dire almeno cinque cose diverse:

  1. Vuol dire comprendere che il vostro stare insieme non è semplicemente il vostro progetto, ma il frutto di un disegno di Dio, che deve compiersi nella vita e che oggi trova il suo sigillo sacramentale. È Lui che oggi prega per voi e garantisce che la vostra scelta e il vostro atto libero di sposarvi avvenga in profonda unione con i desideri del Padre suo.
  2. Vuol dire la capacità di stupirsi continuamente di questo dono, rinnovarlo con un atteggiamento contemplativo, che sa vedere nell’altro un di più che deve sempre scoprire. Come dice la seconda lettura (1 Cor 13), l’amore tutto crede, nel senso che ha fiducia, e accorda un credito all’altro. La fiducia è l’antidoto più potente a tentazioni di possesso e di gelosia. Il matrimonio non è dunque la tomba della libertà ma è il valore aggiunto che potenzia le capacità e i carismi di ciascuno dei due, che si sente oggetto della fiducia senza limiti dell’altro.
  3. Vuol dire saper scusare l’altro. La fiducia infatti dà la possibilità di circoscrivere, integrare e superare insieme i limiti e le difficoltà. Inoltre aiuta a non intrappolare la persona in giudizi inappellabili. Come dice San Paolo (1 Cor 13), l’amore tutto scusa: quando uno ha compiuto un sacrificio per l’altro, possono nascere risentimenti e sensi di colpa, a distanza di tempo. Saper andare oltre, saper scusare, saper comprendere certe vicende in un orizzonte più grande è una risorsa necessaria per una vita felice!
  4. Vuol dire saper accogliere i limiti della nostra vita, senza lasciarsi intrappolare dalla tentazione della noia, della ripetitività, della quotidianità. Quando il volto di chi mi sta accanto è il riflesso di Dio, allora viene vinta ogni tentazione di banalità che spegne il desiderio. L’amore tutto spera e il desiderio riprende vigore, in modo più maturo, più pieno, più bello; anche la sessualità diviene così una vera liturgia dell’amore.
  5. Infine questa trasformazione che da oggi accade in voi vi dona anche la capacità di abbandonarvi al futuro che non conoscete, accogliendo i doni e le prove. Se l’amore tutto sopporta, esso significa saper stare, non spaventarsi, non fuggire, non tornare indietro verso nidi illusori o grembi materni, ma saper rimanere dentro alle difficoltà, riconoscendo le tentazioni e vincendole con la propria libertà riaffermata ogni giorno.

Ora non potete più tornare indietro, non con il sentimento angoscioso di chi si sente in trappola, ma con la potenza d’amore di un bambino che è uscito dal grembo materno e ora assapora piangendo l’aria aperta e sa che non ritornerà più indietro perché la vita lo aspetta. Ora, come i discepoli che erano soli con Gesù, anche voi siete soli con Lui. Noi preghiamo, vi sosteniamo e facciamo tutto il tifo per voi: ma ora tocca a voi, soli con Lui, sostenuti dalla Sua preghiera, non abbiate paura di compiere quello che il Padre ha da sempre pensato per voi nel Suo eterno Amore.

Carissimi Letizia e Luca, che lo Spirito vi adombri con la sua potenza e vi doni di testimoniare  l’amore dove e come Lui vorrà.

 

Pubblicato da bibbiainrete

prete cattolico particolarmente impegnato nello studio e divulgazione della bibbia e nell'animazione biblica della pastorale

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