Lettura popolare IV Pasqua Anno C

Lettura popolare IV Pasqua Anno C

Gv 10,27-30

Gesù buon pastore

 

Il messaggio nel contesto 

IMPORTANTE: questa breve contestualizzazione e spiegazione del brano evangelico serve da preparazione remota per l’accompagnatore, prima dell’incontro. Si tratta di mettersi in preghiera personalmente, leggere il brano evangelico e poi approfondirlo con attenzione. Le considerazioni svolte sotto non sono da “ripetere”   ai partecipanti, ma da tenere presente durante l’incontro.

 

Questi versetti ritagliati dalla liturgia fanno parte del grande discorso sul buon pastore e costituiscono un punto culminante della rivelazione che Gesù fa di sé ai suoi interlocutori, in un contesto di crescente ostilità nei suoi confronti (cf. vv. 24.31). La resistenza secolare di Israele al suo Dio si compie nel rifiuto che i giudei oppongono a Gesù, quando egli arriva a chiarire il suo rapporto di totale dipendenza e identificazione con il Padre (v. 30). Tuttavia tale opposizione non compromette il disegno di Dio, perché al rifiuto dei giudei si contrappone l’accoglienza di coloro che Gesù definisce come “le mie pecore”. In un grido di esultanza Gesù afferma che le pecore che gli appartengono sono quelle che ascoltano la voce del pastore. Ascoltare la voce è un’espressione che si riferisce alla capacità che le pecore hanno di riconoscere la voce del loro pastore tra le altre e di seguirla. Fuor di metafora le pecore che appartengono a Gesù, i suoi discepoli, sono in grado di riconoscere la sua voce nel loro intimo e nella loro vita e lo seguono in ciò che egli indica. Quindi l’espressione “ascoltare” non indica solamente una generica esperienza spirituale, ma il movimento di obbedienza del discepolo nei confronti del suo Signore, movimento che arriva a coinvolgere l’intera esistenza.  La conoscenza che il pastore ha delle pecore (cf. v. 14) indica una relazione personale, amorosa, che supera la metafora agreste per descrivere il mistero del rapporto tra Dio e il suo popolo (cf. Is 40,11; Ger 22,2-3; Ez 34,11-16). Si tratta di una conoscenza d’amore, di un reciproco possesso che avvolge anche la relazione tra il Padre e il Figlio (cf. v.15) e che spiega la capacità del Figlio di deporre la sua vita umana per le pecore (cf. v. 15), per donare loro la vita eterna (v. 28). Le pecore sono così inserite saldamente in un circuito di relazioni vitali che dipendono da una potenza originaria e illimitata: il Padre.  Nessuno può strappare le pecore dalla mano del Padre (la mano è espressione della potenza di Dio: cf. Dt 33,3; Is 49,2): come il Figlio, ora circondato dai suoi nemici e in pericolo gravissimo di perdere la sua vita, può confidare nel Padre, dal quale nessuno può strapparlo, così anche le pecore possono confidare nel loro pastore, il Figlio, perché seguendolo potranno poggiare la loro casa sulla roccia del Padre. Infatti Il Figlio e il Padre sono una cosa sola (v. 30). Il movimento d’amore che dal Padre avvolge e assicura il Figlio si prolunga nell’azione del Figlio nei confronti dell’umanità: si tratta di una comunione nell’agire che rivela una radicale comunione d’amore e che è indicata dall’espressione al genere neutro “una cosa sola”. Padre e Figlio non sono una persona sola (altrimenti la particella sarebbe al genere maschile), ma una cosa sola, un’essenza d’amore che si rivela nella loro perfetta comunione d’azione in ciò che riguarda la salvezza delle pecore.

 

 

 

 

 

 

 

 

Come realizzare concretamente l’incontro?

 

  1. Ricordiamo la vita.  (15 minuti)  Come sto vivendo l’intimità con Dio?

 

 

  1. Leggere con attenzione il brano del Vangelo (almeno due volte) e soffermarsi su una parola che colpisce: Gv 10,27-30 (10 minuti)

 

 

  1. Iniziare un dialogo un pò più approfondito a partire dalla lettura (30 min)

Partendo dalla condivisione della parola si può invitare qualcuno, che sembra un pò più estroverso e a suo agio nel gruppo, ad esplicitare il “perchè” ha scelto quella parola. A questo punto si aiutano anche gli altri, ponendo delle domande, a condividere le loro impressioni e valutazioni.

 

  •  Qual è il contesto geografico e temporale del racconto evangelico?

Siamo nel tempio di Gerusalemme, nel portico di Salomone e nella festa della dedicazione del tempio. Il contesto ci richiama alla rivelazione di Gesù ad Israele, che tuttavia non verrà accolta dai capi. È in gioco il mistero del diventare discepoli di Gesù. Come mi pongo dinanzi alla fede in Lui? Cosa significa per me essere discepolo?

 

  • Chi sono i personaggi, cosa fanno?

I personaggi sono tre, il buon pastore, il Padre e le pecore.

-Io do loro la vita eterna. Il buon pastore si caratterizza per il dono di sé. Egli sulla croce consegna lo Spirito Santo, che è vita eterna. Cosa chiedo a Gesù nella mia preghiera? A quale livello pongo le mie aspettative e cosa cerco?

-Io le conosco. Si tratta di una conoscenza intima ed esistenziale. Sono convinto che il buon pastore mi conosce e mi ama, anche nei lati e aspetti che io non riesco ad accettare di me?

-Le pecore ascoltano la mia voce. Cosa implica per me ascoltare Gesù? Come leggo ed ascolto la Parola di Dio? Come essa cambia il mio modo di pensare, i miei atteggiamenti e le mie scelte?

-Esse mi seguono. In chi ripongo la mia totale fiducia?

-Non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano: mi sento sicuro nelle mani del buon pastore? La fiducia e l’abbandono nelle sue mani mi proteggono dall’ansia e dall’angoscia?

-Il Padre mio, che me le ha date. Considero la mia fede come un’attrazione misteriosa, opera del Padre? O è piuttosto un insieme di convinzioni a cui sono attaccato?

 

  • Quale rivelazione è contenuta qui?

Io e il Padre siamo una cosa sola. Il mistero di Cristo è senza distinzione il mistero della sua origine dal Padre e della sua comunione di amore e di azione con il Padre, nel quale sono immersi i discepoli. Spesso la Trinità viene considerata solo sotto l’aspetto intellettuale. Ho mai pensato che sotto gli apparenti paradossi della Trinità ci sia il mistero della mia esistenza?

 

 

  1. Condivisione della vita nella preghiera (5/10 min).

 

Pubblicato da bibbiainrete

prete cattolico particolarmente impegnato nello studio e divulgazione della bibbia e nell'animazione biblica della pastorale

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