Tutto accade in pochi minuti, mentre Gesù passa, è in movimento e guarda. I pescatori sono al lavoro, alcuni stanno gettando le reti, altri le stanno riassettando. Gesù vede la vita che scorre ma sa guardare potenzialità più profonde, la ricerca di Dio che c’è dentro questa vita di tutti i giorni, apparentemente ordinaria, fatta di lavoro sodo e famiglia
Ormai il tempo è arrivato Gesù passa e chiama: “venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini”. La ricerca che questi uomini hanno fatto li ho portati ad essere maturi, pronti per ricevere questa chiamata e seguire Gesù. Il tempo è compiuto e ormai tutto si gioca in pochi minuti.
Come comunità possiamo imparare molto dallo sguardo di Gesù: lui vede ciò che non si può vedere se non con un allenamento interiore e spirituale. Vede non solo la professione, il ruolo, la condizione sociale della persona, egli sa vedere la disposizione profonda interiore, sa apprezzare la sincerità di una ricerca personale, senza pregiudizi, dentro ad una vita apparentemente normale ed ordinaria. Sa cogliere il desiderio di un “di più”, di un “assoluto”, che percorre la vita di queste persone e sa offrire loro un orizzonte straordinario, infinito, l’orizzonte di cui l’uomo ha bisogno.
Che cosa offre? Una nuova famiglia: essi lasciano il padre zebedeo nella barca con i garzoni, perchè attraverso Gesù imparano a conoscere un nuovo padre, Dio, stando insieme ad altri fratelli e sorelle: “non c’è nessuno che abbia lasciato case, padri, madri, fratelli sorelle, mogli e campi per causa mia che non riceva cento volte tanto in case, madri, fratelli, sorelli, campi insieme a persecuzioni”.
Certo non promette una vita tranquilla, ma la vita di una nuova famiglia sì, che arriva fino a Dio, perchè è un tessuto rinnovato di relazioni, che parte dalle nostre famiglie e percorre tutte le amicizie e i rapporti umani, e che è attraversato profondamente dalla presenza di Dio.
Alcune conseguenze per la nostra comunità:
saper vivere come famiglia di Dio, con rapporti di comunione fraterna e di affetto vero. Soffrire con chi soffre, gioire con chi giosice, partecipare della vita di ciascuno di noi. Vivere la preghiera insieme, condividendo con profondità la nostra vita e sentendoci sorretti e accompagnati dalla vita degli altri. La preghiera dei fedeli nella messa domenicale dovrebbe risuonare come la voce di tutta la comunità che prega, che mette la sua vita davanti al Padre e chiede di essere da Lui guidata. La parrocchia non è una grande comunità sono tante piccole comunità che vivono, prima che l’organizzazione e l’efficenza delle iniziative, la bellezza di pregare insieme e di vivere in comunione.
solo così Gesù ci fa diventare “pescatori di uomini”. Capaci di interessarci alla vita degli altri, di uscire dall’isolamente a cui cii condanno spesso la frenesia e l’ansia dei nostri impegni. Dobbiamo saper perdere tempo con gli altri, come si fa in famiglia, per stare con i propri cari. Quattro chiacchere in uno spirito di cordialità, al supermercato, al bar, fuori dalla porta di casa possono a volte portare un pò di luce, dentro alle tenebre più dense che alcune persone e famiglie possono vivere.
Un avvenimento ha sconvolto la vita della nostra vita: un”intera famiglia,3 persone morte da un mese e chiuse in casa senza che nessuno lo sapesse. Non ci siamo accorti dei drammi che questa povera famiglia custodiva dentro di se. Non ci siamo accorti che tre persone mancavano da un mese all’appello degli appuntamenti quotidiani… chiediamo al Signore che questo non accada più, mettendo tutta la nostra disponibilità a costruire ponti di amicizia, di relazioni, che portino un raggio di luce divina anche li dove c’è la disperazione.
