Lettura di Mt 15,21-28
Gesù si reca in territorio pagano, allontandosi dal luogo in cui aveva discusso con i farisei (v. 21, cfr. 15, 1). Si tratta di un’eccezione e quasi di un anticipo della diffusione del Vangelo dopo la morte e resurrezione di Gesù (Mt 28, 19). Qui avviene l’incontro con la donna Cananea (termine per indicare l’appartenenza alle località e culture fenicie), che proveniva da quei monti. La donna si rivolge a Gesù con termini piuttosto familiari a chi prega nella comunità cristiana fondata da Gesù risorto. Essa supplica di avere pietà, come fa il Salmista (Sal 6, 3; 9, 14; 26, 7) e identifica Gesù con l’appellativo di “Signore”, che indica una fede nella sua divinità e insieme il riconoscimento della sua appartenenza alla casa di Davide (figlio di Davide). Ella è consapevole di rivolgersi al messia di Israele, che ha già guarito i ciechi del suo popolo (cfr. 9, 27).
Gesù rifiuta in modo più radicale di quanto viene riportato in Mc, tanto che la donna deve ripete due volte la sua richiesta, al v. 22 e al v. 25. Anche la seconda volta a donna si rivolge a Gesù con le parole dei Salmi (cfr. Sal 43, 27). Al v. 24, Gesù risponde ai discepoli, che appoggiano indirettamente la richiesta della donna, con un argomentazione sulla sua missione, che troviamo riportata senza modifiche in 10, 6, quando Gesù invia i suoi discepoli. Gesù è stato inviato (sottinteso da Dio) per il popolo di Israele, perchè Dio è fedele alle promesse fatte da Dio al popolo eletto. La risposta di Gesù alla donna al v. 26 chiarisce ulteriormente la prospettiva di Gesù ma fornisce anche alla donna la chiave per poter rispondere, ribaltando il punto di vista. I cani di cui parla Gesù, in contrapposizione ai figli, sono gli animali domestici. Proprio questa immagine viene sfruttata dalla donna per sottolineare la medesima intimità del luogo di casa: anche i cagnolini, che vivono in casa dei loro padroni possono nutrirsi delle briciole di pane che cadono dalla tavola dei loro padroni. La differenza tra giudei e pagani rimane, ma la fede della donna le permette di entrare anche a lei dentro alla sovrabbondanza della rivelazione e rende possibile la guarigione della figlia. Ella anticipa ciò che accadrà al termine del Vangelo, quando Gesù risorto, invierà i suoi discepoli a tutti i popoli pagani (Mt 28, 19).
Infatti anche se una persona non appartiene al popolo eletto per stirpe, la sua fede nel messia Gesù le permette di godere dei beni della salvezza e di entrare nella rivelazione che si compie con il Vangelo.
Suggerimenti di preghiera
1. Hai letto con attenzione il brano di Vangelo Ora disponiti davanti a Dio in preghiera con il corpo. Stai nella posizione che preferisci (seduto o in ginocchio…), per entrare in colloquio con il Signore.
2. Chiedi al Signore la grazia: qui è il dono di conoscere Gesù messia, per seguirlo e credere sempre più in lui
3. Per aiutarti nella contemplazione:
a. Vedi cosa fanno i personaggi e ricava un frutto. Per es: osservo Gesù che si trasferisce a Tiro e Sidone. Egli si reca anche nelle zone più lontane da Dio della mia coscienza, per guarirmi con il dono della fede.
b. Ascolta le parole dei personaggi e ricava un frutto. Per es. Ascolto la donna che dice: anche i cagnolini mangiano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni. Chiedo il dono dell’umiltà che attira la grazia di Dio e rende potente la fede.
c. Entra in colloquio con Gesù chiedendogli ciò che vuoi.
4. Concludi con la preghiera del Padre Nostro
