I sandali del messia – sposo (Lectio divina III Avv. Anno C Lc 3, 10 – 17)

Lc 3, 10 – 17

10Le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?». 11Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto». 12Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». 13Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». 14Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».

15Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, 16Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. 17Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

18Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

Lectio

Le folle a cui il Battista sta parlando sono il popolo di Israele in attesa (cfr. 3, 10. 15), che si chiede se sia proprio Giovanni il Battista il Messia. La sua risposta risulta una proclamazione di fede in Gesù che viene: il Battista, profeta dell’altissimo (1, 76), indica il figlio dell’altissimo (1, 32) e prepara il popolo ad accoglierlo (1, 17. 77).

Il messia che viene infatti è il più forte, qualifica che si riferisce originariamente a Dio stesso (cfr. Dt 10, 17). La sua attività sarà caratterizzata da un battesimo di spirito e di fuoco, immagine che indica un giudizio di salvezza, attuato attraverso lo Spirito santo come dono d’amore che rinnova il cuore dal di dentro (cfr. Ez 36, 25ss.). In At 1, 5 lo stesso contrasto tra acqua e spirito è ripreso a proposito del rapporto tra battesimo di Giovanni e battesimo cristiano, che si inaugura il giorno di pentecoste con l’effusione dello Spirito Santo e l’apparizione delle lingue di fuoco ( At, 2, 3).

Si può quindi affermare che per Luca il compimento di tutta la purificazione attuata dal Battista per preparare il popolo, sia costituito dal dono definitivo dello Spirito Santo che avviene nel battesimo cristiano.

Come spiegare l’enigmatica immagine dei legacci dei sandali del messia, che Giovanni non è degno di sciogliere? Non è solo questione di umiltà, perchè sullo sfondo di questa tradizione si intravede la legge del levirato ( Dt 25, 5 – 10), per la quale una donna vedova senza figli deve essere riscattata, ossia presa in moglie, dal fratello del defunto, o dal parente più vicino, per suscitare una discendenza al fratello morto. Se il parente stretto rinuncia al suo diritto e lo vuole trasmettere ad un altro deve sfilarsi il sandalo e darlo all’altro, come nel caso di Rut la Moabita, che viene riscattata da Booz, della discendenza davidica (cfr. Rut 4, 7). Così il Battista starebbe dicendo che non ha il potere di togliere il diritto di riscatto al Messia davidico, che è il vero sposo di Israele. L’immagine è ripresa ed esplicitata in Gv 3, 28 – 29. Dunque nel quadro della teologia lucana del Battista, con il dono dello Spirito a Pentecoste, frutto del mistero di morte e resurrezione di Gesù, e con il battesimo cristiano si entra nei tempi messianici, in cui l’umanità sarà sposata dal suo redentore, il messia Gesù.

D’altro canto in Israele la Pentecoste è la festa della mietitura, e proprio in questo contesto Booz, trovandosi nell’aia, promette a Rut di riscattarla e di sposarla  (cfr. Rut 3, 6 – 15). C’è forse un collegamento tradizionale con la mietitura di cui parla il Battista e con l’immagine della pulitura dell’aia (cfr. 3, 17), quale giudizio di salvezza per tutti i popoli compiuto dal Messia – sposo. Questo giudizio per Luca si compie nella Pentecoste dello Spirito Santo e nel battesimo cristiano.

Come allora si può entrare nel compimento caratterizzato dal messia – sposo secondo la predicazione del Battista?

Attraverso la penitenza, che non esige pratiche ascetiche speciali, ma un cambiamento radicale di prospettiva nello svolgere gli stessi impegni quotidiani (cfr. 3, 10 – 14). Si tratta di vivere un’ autentica umanità, caratterizzata dalla condivisione e dalla gratuità proprio dentro le strutture socio – economiche apparentemente più lontane da tali logiche, come l’esercito e l’esazione delle tasse. Servendo i poveri e donando noi stessi nella quotidianità dei nostri impegni noi entriamo nel mistero di Dio che con il suo Figlio Gesù viene a prendere il posto dei più poveri  tra gli uomini, sposando un’umanità debole e sofferente a causa delle ingiustizie della storia.

Suggerimenti per la preghiera

1. Mi dispongo davanti a Dio in preghiera. Sto in ginocchio o seduto, per entrare in colloquio con il Signore, o meditare su ciò che leggo, a seconda di ciò che voglio.

2. Leggo con attenzione il brano di Vangelo.

3. Chiedo al Signore il dono di una conoscenza interiore di lui, che per me si è fatto uomo nel seno della Vergine Maria, per amarlo e seguirlo sempre più.

4. Vedo la folla di uomini normali, immersi nelle più varie professioni, anche quello più moralmente discutibili, che vanno da Giovanni per farsi battezzare e chiedergli indicazioni di carattere morale. Condivido tutta l’attesa di questo popolo nei confronti di una liberazione molto vicina.

5. Ascolto la sua voce di Giovanni il Battista che mi chiama a vivere nell’oggi della mia vita l’attesa del messia – sposo. Considero e vedo tutta la mia vita, a partire dal battesimo, alla luce della grazia dello Spirito Santo, che mi conduce all’incontro con Cristo e mi riscatta dalla morte. Lo stile della gratuità e servizio nella quotidianità è il dono di grazia e insieme l’impegno a rendere questa grazia sempre più attiva nella mia vita.

6. Entro in colloquio con Gesù, il messia che viene a riscattarmi dalla morte nella sua croce e a donarmi la salvezza e gli chiedo ciò che sento.

7. Concludo con un Padre Nostro.

Pubblicato da bibbiainrete

prete cattolico particolarmente impegnato nello studio e divulgazione della bibbia e nell'animazione biblica della pastorale

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